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18 agosto 2026 - Aggiornato alle 15:27
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Sergio Vespertino a caccia del vero Shakespeare nei teatri di pietra della Sicilia

Per le produzioni Agricantus, Sergio Vespertino porta "Essere o non essere Shakespeare" nei siti archeologici siciliani: ironia, mistero e musica dal vivo a Selinunte, Caltabellotta e Montevago

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Sergio Vespertino a caccia del vero Shakespeare nei teatri di pietra della Sicilia

L'estate teatrale di Sergio Vespertino è in grande fermento e lo sta portando a recitare sui siti archeologici più suggestivi d'Italia. Adesso è nella sua Sicilia con alcune produzioni Agricantus di Palermo inserite nel circuito dei Teatri di pietra.

Tra queste “Essere o non essere Shakespeare”, spettacolo scritto a quattro mani da Vespertino e Salvatore Ferlita con il contributo registico di Gianfranco Perriera, che sarà in scena mercoledì 19 agosto alle ore 21 al Tempio di Hera all'interno del Parco archeologico di Selinunte a Castelvetrano (Trapani). Le scenografie dello spettacolo sono di Giuseppe Ciaccio, le musiche dal vivo di Virginia Maiorana.

In “Essere o non essere Shakespeare” Vespertino veste i panni di un professore ossessionato dal mistero dell'identità del Bardo, coinvolgendo gli spettatori in un'irresistibile indagine tra citazioni e comicità. Vespertino: «Nel corso dello spettacolo parlo di lui, non delle sue opere, e lo metto in discussione. A ben vedere ci sono davvero pochi elementi che possano svelarci la vita del Bardo, avvolto com'è da un'aurea di mistero e di leggenda. Basti pensare che se ne perdono le tracce per sette anni... e poi le sue opere! Oltre alle più famose notoriamente ambientate nel nostro Paese, ce ne sono almeno quindici che profumano d'Italia... una questione di dettagli. Mi sono chiesto: e se qualcuno avesse abilmente costruito un grande bluff?».

Lo spettacolo replicherà, poi, venerdì 21 agosto sul Belvedere della Cattedrale di Triokala a Caltabellotta (Agrigento); e martedì 25 agosto, ancora nell'Agrigentino, tra le rovine della Chiesa Madre di Montevago.

Le produzioni della Cooperativa Agricantus, diretta da Vito Meccio, confermano la volontà di portare nei teatri e nei luoghi della storia opere capaci di parlare a un pubblico trasversale, creando ponti tra passato e contemporaneità.