Ucci Ucci: canto corale e giochi popolari per crescere e includere nelle periferie di Catania
Ucci Ucci porta coralità e narrazione collettiva nei quartieri periferici: laboratori e spettacoli di canto popolare con Simona Di Gregorio per bambini, famiglie e comunità
Dettagli evento
Data di inizio 14.10.2026 - 15:30
Data di fine 15.10.2026 - 15:30
Località
Tipologia
Simona Di Gregorio, foto di Daniele Muratore
La coralità e la narrazione collettiva – come strumenti di inclusione, crescita espressiva e partecipazione collettiva - sono i temi dominanti nel programma di attività di ottobre dell'edizione 2026 di “Ucci Ucci”, progetto culturale e sociale che ha il suo focus nei quartieri periferici catanesi di San Giovanni Galermo e Librino, ideato e organizzato dalla associazione no-profit Culture Possibili, che ha come obiettivo quello di attuare nuove forme di sperimentazione nel campo dell’attività teatrale e sostenere l’integrazione di persone con disabilità, in associazione temporanea di scopo con la Cooperativa Prospettiva Futuro. Nel suo percorso artistico multidisciplinare “Ucci Ucci” coinvolge i bambini, le famiglie e le comunità attraverso pratiche culturali ad alta qualità professionale. Il tutto grazie a “Palcoscenico Catania. La bellezza senza confini” 2026, l’iniziativa promossa dal Comune di Catania e finanziata dal Ministero della Cultura, che punta a rendere la cultura uno strumento di inclusione, crescita e coesione sociale, coinvolgendo le municipalità, le scuole, gli spazi pubblici e i luoghi di aggregazione, con particolare attenzione alle periferie e alle aree più fragili. Il 14 e il 15 ottobre, alle 15.30, lo spazio educativo di “Ucci Ucci” - nella sede della cooperativa sociale e Onlus Prospettiva, in via San Luca Evangelista 6 a San Giovanni Galermo – è affidato alla musicista folk e musico-terapeuta Simona Di Gregorio. Mercoledì 14 ottobre l'artista etnea terrà un workshop di canto popolare; l'indomani, sempre alle 15.30, Di Gregorio e il suo coro Unicavuci si esibiranno in “Facemu forza para”, spettacolo di canti tradizionali siciliani. «Avendo a che fare con bambini delle scuole elementari il mio sarà un approccio giocoso, che punta sull'attenzione – racconta -. La finalità è quella di far capire ai bambini l'importanza e il piacere di cantare in un coro. Il materiale è estratto dalle varie fonti delle musiche e dei canti di tradizione, ma seguiremo per lo
più filastrocche, tiritere, le conte, quindi faremo dei giochi plastici, proprio vivi, fisici, corporei, in modo che i bambini possano divertirsi, anche inventare delle cose, delle parole, trovarsi diciamo in un contesto di gioco. Cercherò piuttosto di rallegrare l'animo e di tenere alta la concentrazione e l'attenzione su quello che stiamo facendo. Per poi arrivare a un exploit finale, cercando di mettere insieme tutto quello che abbiamo fatto, assaporando anche un tentativo di coreografia e di prodotto finale, chiamiamolo così, una forma di restituzione, di piacere, insomma, conclusivo».