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Coronavirus, lo sport di base in Sicilia rischia il tracollo

Di Redazione
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La pratica sportiva in Italia è in aumento e lo dicono chiaro gli ultimi dati Istat. Gli italiani non hanno mai fatto tanto sport come in questi ultimi anni; sono stimate in oltre 20 milioni le persone che dichiarano di praticare uno o più sport con continuità o saltuariamente e sono circa 11 milioni quelli tesserati per le oltre 70.000 società sportive regolarmente affiliate alle 44 Federazione riconosciute dal Coni, alle discipline sportive associate e agli Enti di propaganda. Numeri importanti che sono destinati a crollare se non si correrà subito ai ripari quando sarà finalmente passata la pandemia del coronavirus che, oltre all'Italia, sta colpendo il mondo intero.

DALL'ATLETICA AL VOLLEY. Se si esclude, infatti, il mondo dorato del calcio professionistico che può contare su ricchi sponsor e su importanti introiti derivanti dagli incassi al botteghino, diritti televisivi e introiti dalla varie Federazioni e Leghe nazionali e internazionali, in questo momento sono a rischio le oltre centomila società dilettantistiche che operano in Italia, dall'atletica al volley, dal basket alla scherma, dallo judo alla ginnastica, dal karate alla pallanuoto, dalla lotta al nuoto fino ad arrivare a quelle che operano nelle palestre, centri sportivi, circoli di tennis, piscine e sale fitness.
Il futuro per queste società non è dei migliori e, di conseguenza, per tutto lo sport in generale perché, se viene a mancare la base, esiste forte il rischio che a crollare possa essere tutto il movimento. Si va, infatti, incontro ad una crisi economica senza precedenti che potrebbe colpire tutto il sistema dello sport dilettantistico e di base e le conseguenze sarebbero gravi.

5000 SOCIETA' SPORTIVE IN SICILIA. La Sicilia con le sue oltre 5000 società sportive (oltre 2000 sono quelle senza scopo di lucro inserite nel Registro del Coni) rischia di pagare un prezzo davvero pesante, come ha sottolineato "Sicilia al Vertice" lanciando un grido d'allarme alle istituzioni per permettere a tutte le società la sopravvivenza.
Lo sport di base va tutelato e sostenuto perché è quello che poi permette alla nostra Regione, di vincere scudetti, campionati, medaglie e avere in azzurro atleti nelle più importanti competizioni, dalle Olimpiadi, ai Mondiali, agli Europei o nei vari campionati tricolore.
A rischio in questo momento la vita di queste associazioni sportive e, soprattutto, il lavoro sommerso dei centinaia e centinaia di dirigenti, tecnici, animatori (un milione in tutta l'Italia secondo i dati Istat) rimasti improvvisamente senza un reddito e con il rischio che la società, la palestra o il centro dove magari in maniera precaria operavano, non riapra più i battenti. Ci sarà da fare i conti con la crisi economica che , inevitabilmente, colpirà tutti e che già prima della pandemia del coronavirus creava non pochi problemi alle società sportive costrette dalla Sicilia a sobbarcarsi lunghe e costose trasferte in giro per l'Italia e in Europa, con pochi sostegni finanziari e poche agevolazioni per quanto riguarda i trasporti aerei, in treno o nave.

IL RUOLO DELLA FAMIGLIA. La famiglia ha sempre giocato un ruolo importante nella promozione della pratica sportiva; adesso, più forte di prima, le disponibilità economiche ridotte dei nuclei familiari dopo questa immane catastrofe del coronavirus, potranno costituire un vincolo all'attività fisica e allo sport dai più piccoli ai più grandi.
Sarebbe un grave danno per tutto il mondo sportivo perché verrebbero a venire meno gli effetti protettivi per la salute, visto che non fare sport e movimento in generale aumenterebbe la sedentarietà associata all'eccesso di peso e per la Sicilia che è ai primi posti come soggetti obesi non sarebbe certo una bella notizia.
La speranza allora che si possa continuare a fare sport che può essere anche una fonte di ricchezza, perché oltre ai grandi campioni, crea posti di lavoro, ma soprattutto condizioni di vita migliori che contribuiscono a ridurre la pressione sanitaria nel settore pubblico. L'attuale pandemia del coronavirus mette in pericolo un settore nel pieno di una crisi e accende i riflettori su delicate problematiche.

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