12 gennaio 2026 - Aggiornato alle 22:55
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Le indagini

Trabia, novanta tombe profanate dai ladri di rame

Sottratti vasi di metallo, era già accaduto sei anni fa e ancora nel 2012, quando erano stati sottratti duecento portafiori di rame che si aggiungono ai 1.300 rubati nei furti precedenti

12 Gennaio 2026, 15:24

15:32

I morti non hanno pace al cimitero di Trabia.

Sono almeno novanta le tombe profanate la scorsa notte nel camposanto che si trova alla periferia del comune, con lapidi divelte e vasi di fiori gettati a terra.

“Ho fatto un sopralluogo insieme ai carabinieri per constatare i danni – racconta il vice sindaco Mimmo Cammarata – anche stavolta i ladri hanno portato via tutti i vasi di rame”.

Non è la prima volta infatti che il cimitero di Trabia viene preso di mira da ignoti in cerca di metalli da rivendere: era già accaduto sei anni fa e ancora nel 2012, quando erano stati sottratti duecento portafiori di rame che si aggiungono ai 1300 rubati nei furti precedenti.

È un atto vile, codardo, meschino – dice il vice sindaco – che condanno insieme a tutta l’amministrazione e che sin da subito ho denunciato per avviare le indagini del caso”.

I ladri hanno potuto agire indisturbati nella notte, complice il maltempo di questi giorni e la posizione isolata del camposanto, anche se non è chiaro da dove siano entrati, considerato che le mura che circondano il cimitero sono molto alte.

Ne sapremo di più dopo le indagini dei carabinieri - dice Cammarata - speriamo che le immagini delle telecamere di sorveglianza possano aiutare a ricostruire i fatti e identificare i responsabili”.

Più che per il danno economico, il furto ha lasciato sgomenti gli abitanti del piccolo comune per l’azione irrispettosa nei confronti di chi riposa al cimitero.

Profanare un luogo di preghiera significa ferire non solo le famiglie, ma tutta la comunità – dice don Massimiliano Turturici – per noi cristiani i defunti meritano rispetto, silenzio, memoria e preghiera: lì affidiamo i nostri cari alla misericordia di Dio e alla speranza della Risurrezione. Davanti a gesti così dolorosi, chiediamo rispetto, responsabilità e un ritorno ai valori fondamentali del vivere civile e della fede”.