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il monumento

Riapre il Castello Utveggio a Palermo: Mattarella tiene a battesimo la rinascita siciliana

Un restauro imponente restituisce l'edificio alla collettività. Schifani ricorda le vittime degli incendi ed elogia una terra che guarda al futuro

24 Luglio 2026, 20:40

21:20

Non è stata una semplice inaugurazione, ma la celebrazione di una Sicilia proiettata al domani senza recidere le proprie radici storiche e culturali.

Sotto lo sguardo attento e la presenza solenne del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, il Castello Utveggio ha riaperto ufficialmente i battenti, inaugurando una nuova stagione per il promontorio di Monte Pellegrino.

La partecipazione del Capo dello Stato ha conferito all’evento un profilo istituzionale altissimo, trasformando la riapertura di un edificio restaurato in un segnale di riscatto e vitalità per l’intera Isola.

L’imponente complesso, edificato tra il 1928 e il 1933 su intuizione dell’imprenditore Michele Utveggio come grand hotel per un turismo d’élite, abbandona oggi i panni del “simbolo da ammirare” da lontano per diventare uno spazio vissuto e generatore di valore.

A fare gli onori di casa, accanto alle massime autorità, il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, che ha sottolineato come la presenza della più alta carica dello Stato segni formalmente l’avvio della trasformazione del Castello in un polo d’eccellenza e convention center di respiro internazionale.

Il progetto di restauro, promosso e finanziato dalla Presidenza della Regione Siciliana, ha restituito al pubblico ambienti intrisi di memoria, integrandoli con tecnologie all’avanguardia per il turismo congressuale.

L’offerta comprende quattro nuove sale per meeting, da 23 a 164 posti, concepite per ospitare vertici aziendali, consigli direttivi e grandi eventi corporate, con un affaccio impareggiabile sulla Conca d’Oro.

La cerimonia nella Sala plenaria, condotta dalla giornalista Elvira Terranova e aperta dalle note dell’Inno nazionale in onore del Presidente Mattarella, ha visto la soprintendente ai Beni culturali di Palermo, Selima Giuliano, ripercorrere il fascino della struttura.

Il momento di maggiore intensità storica è legato alla suite presidenziale del terzo piano, ribattezzata “Stanza del Papa”: qui, nel novembre 1995, per ragioni di estrema sicurezza nel clima post-stragi mafiose del 1992, dormì Giovanni Paolo II. Quella che all’epoca fu una “fortezza perfetta” per proteggere il Pontefice è oggi la tappa più emozionante del percorso museale.

La cornice istituzionale, impreziosita nel pomeriggio dalle musiche di Ennio Morricone e Nicola Piovani eseguite dall’Orchestra sinfonica siciliana, ha offerto anche l’occasione per affrontare le urgenze del presente.

Nel suo intervento, Schifani ha rivolto un pensiero commosso al vigile del fuoco Alessandro Marchì, caduto sul lavoro durante la recente emergenza incendi che ha colpito la Sicilia. Davanti a Mattarella, il governatore ha ribadito la volontà di non cedere ai piromani, elogiando la resilienza di una terra capace di rialzarsi, come ha fatto il Castello.

I numeri confermano già il successo dell’operazione: dall’apertura al pubblico nel dicembre 2025 al 19 luglio scorso, il Castello ha accolto circa 25 mila visitatori, con visite guidate esaurite fino alla fine di agosto 2026 (prenotazioni sul portale castelloutveggio.com).

Con la benedizione del Quirinale, il Castello Utveggio torna a dominare Palermo: non più soltanto un affascinante maniero isolato sul monte, ma l’avamposto di una Sicilia operosa, moderna e pronta ad accogliere il mondo.