Aggiungi La Sicilia come fonte preferita English Version Translated by Ai
10 agosto 2026 - Aggiornato alle 00:10
Aggiungi La Sicilia come fonte preferita su Google
×

il caso

Assalto in Rianimazione a Catania, la ricostruzione della giornata di follia al Cannizzaro e la difesa dei parenti: «Non abbiamo colpito i medici»

Una familiare racconta il dramma prima dell'irruzione e del caos scoppiato in reparto

09 Agosto 2026, 18:21

18:30

Un monitor spaccato, sedie ribaltate a terra, un reparto sottosopra. La Rianimazione del Cannizzaro è stata sabato sera teatro dell’irruzione di alcuni parenti “disperati” per la morte di una paziente, quarantenne e madre di due bimbi, ricoverata da luglio scorso.

Quando è stata data la drammatica notizia dai medici è scattato il putiferio: un gruppo di familiari è riuscito a forzare la porta del reparto ed entrare. «Eravamo sconvolti - racconta una parente a La Sicilia - fino al giorno prima ci avevano detto che le sue condizioni erano critiche ma stabili. Poi sabato è precipitato tutto. Uno di noi è andato in escandescenza ma non abbiamo colpito nessuno dei medici», spiega ancora. Una volta all’interno della Rianimazione i familiari della parente avrebbero aggredito verbalmente e fisicamente gli operatori sanitari. Fortunatamente - fanno sapere dal Cannizzaro - nessuno ha riportato conseguenze cliniche rilevanti.

I vertici dell’azienda ospedaliera hanno manifestato massima solidarietà ai sanitari: «Gli operatori della Rianimazione svolgono quotidianamente un’attività caratterizzata da elevata complessità e responsabilità, in condizioni spesso di estrema pressione, assicurando assistenza ai pazienti e sostegno alle loro famiglie. Nessuna situazione di dolore o di difficoltà può giustificare comportamenti aggressivi o violenti».

L’azienda condanna con fermezza ogni forma di violenza, sia fisica sia verbale, nei confronti del personale sanitario e collabora attivamente con la magistratura che indaga sull’episodio.

Sabato sera sono intervenuti i poliziotti delle Volanti che sono riusciti a riportare la calma: ora gli aggressori rischiano le accuse di lesioni e interruzione di pubblico servizio. Gli investigatori hanno acquisito la cartella clinica e anche la salma è stata sequestrata in attesa dei dovuti accertamenti.

Su quanto accaduto è intervenuta la Cisl Medici Sicilia. Massimo de Natale, Segretario Generale Regionale ha detto: «Comprendiamo il dolore di chi perde una persona cara, ma nulla può giustificare la violenza contro chi ogni giorno si dedica alla cura degli altri. Le aggressioni al personale sanitario sono diventate una piaga quotidiana — prosegue de Natale —. I reparti più esposti, dai pronto soccorso alle rianimazioni, sono ormai luoghi a rischio, e i lavoratori non possono essere lasciati soli».