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Colapesce Dimartino incantano Noto nella notte di San Lorenzo: e il pubblico si scatena sulla scalinata della Cattedrale

L'atteso concerto del duo non ha deluso le aspettative tra ironia e buona musica

11 Agosto 2024, 20:46


Ma in fondo stare insieme questa sera cos’è? Una manciata di stelle davanti a questo disordine”. E parafrasando una loro canzone, Colapesce e Dimartino ci ricordano che esiste una alternativa fatta di strofe ben costruite, di canzoni che raccontano il disincanto, la noia, la semplicità e in fondo la gioia del momento, dell’attimo vissuto. Ci ricordano che esiste una canzone d’autore raffinata che ha la necessità di prendere posizione sulla politica, la società e le relazioni. Ci ricordano che per affrontare la realtà c’è bisogno anche di leggerezza come quella musica leggerissima che ci ha travolto dal 2021 e che non ci ha abbandonato più.

Quello di ieri sera, a Noto, è stato uno dei concerti più attesi dell’estate e non ha deluso le aspettative anzi ha sottolineato quanto la musica pop possa essere interessante e sfornare non solo tormentoni meteore. Alle 21,30 sono saliti sul palco e imbracciati chitarra e basso non si sono fermati più per un’ora e mezza proponendo “Forse domani”, “Il cuore è un malfattore”, “Sesso e architettura”, “Luna araba”, “Ragazzo di destra”, “Considera”, “Cicale”, “Noia mortale”, “Rosa e Olindo”. Una scaletta che come un climax ha travolto proprio tutti.

Ironia, battute e riflessioni

Nonostante le difficoltà di Lorenzo Urciullo, costretto a restare seduto per la maggior parte del live a causa di problemi di salute, è riuscito a coinvolgere il pubblico e con l’ironia che li caratterizza anche nella vita ci hanno scherzato su: «Queste olimpiadi mi hanno distrutto - dice Lorenzo - C’era briscola in cinque».

«Ti avevo detto di non partecipare – risponde Antonio - quei vecchietti ti hanno distrutto».

I due sul palco non sono mai stati così affiatati e tra una battuta e una riflessione, dal generale Vannacci alla loro vita personale creano un’ atmosfera intima con la scalinata della Cattedrale di San Nicolò che diventa la giusta cornice di un concerto che canta di Sicilia, di Ortigia, di barocco, di scala dei Turchi, di agrigento e di luna araba.

Certo stare seduti non è semplice quando parte “Musica leggerissima”, “Splash” o la strumentale “Stanco stanco stanco” con tre minuti tra rock prog e distorsioni e allora i fan si alzano, si muovono sul posto e poi si risiedono non del tutto convinti, perché in fondo ai concerti rock si balla!

A sostenere il duo siciliano musicisti polistrumentisti di tutto rispetto , tra cui Enrico Gabrielli, Nicolò Carnesi, Any Other. Immancabile l’omaggio a Franco Battiato con “Bandiera bianca”, cantautore, maestro e punto di riferimento per entrambi. «Abbiamo bisogno di alzare bandiera bianca, di far sentire il bisogno di pace», dicono dal palco. Cantano d’amore e con “30.000 euro” invitano il pubblico: «Prima andavano di moda gli accendini, ormai fumate tutti le sigarette elettroniche, accendete qualcosa, fate voi...ecco: le torce, accendete le torce!». Chiudono con “Neanche con Dio” e tra i sogni espressi nella notte di San Lorenzo qualcuno avrà pensato: «Lunga vita a Colapesce & Di Martino».