11 febbraio 2026 - Aggiornato alle 14:23
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Il libro

Abbandonati: viaggio fotografico nella Sicilia dei paesi fantasma

Percorso di immagini e storie, attraverso esplorazioni urbane, turismo consapevole e progetti di recupero (da Borgo Sicaminò al Palazzo Ducale Avarna)

11 Febbraio 2026, 06:45

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Oggi, mercoledì 11 febbraio, alle 18, la Mondadori ospita la presentazione di “Abbandonati. Luoghi e paesi fantasma della Sicilia”, un viaggio fotografico e narrativo nei luoghi dimenticati dell'isola. Il volume, edito da Edizioni Giacché, è curato da Cristiano La Mantia, il gruppo Ascosi Lasciti, Giovanni Polizzi e Claudio Licitra. A raccontare il libro ci saranno La Mantia, tra i fondatori di Liotrum Urbex Sicilia, e la fotografa Valeria Alibrandi in dialogo con Mariateresa Zagone.

Cristiano in che modo sono stati scelti i luoghi abbandonati da raccontare?

«Sono stati scelti quei luoghi che per ogni provincia hanno suscitato in noi curiosità per la storia che raccontano, quei luoghi che ci attirano per la loro meravigliosa "estetica dell'abbandono", ma anche quelli che hanno suscitato in noi una particolare emozione nel visitarli».

Quali luoghi raccontate di Messina?

«Per nostra politica non riveliamo né l'esatta posizione dei luoghi esplorati né i nomi reali per i quali sono conosciuti per cercare di preservarli il più possibile da atti vandalici o da persone malintenzionate. Posso solo rivelare che uno dei luoghi raccontati nel libro è Borgo Sicaminò».

Nel libro si parla anche di turismo consapevole e rispetto, in che modo?

«Da anni, in collaborazione con Le Vie dei Tesori, facciamo visitare alcuni dei luoghi abbandonati da noi esplorati ponendo l'attenzione sulle modalità di esplorazione e sul rispetto del luogo visitato. Questo genere di turismo si è sviluppato in Europa e nel mondo sotto forma del cosiddetto "dark tourism", un turismo che pone l'accento sui luoghi abbandonati che ancora hanno una storia da raccontare ma che vivono nell'oblio».

I luoghi spesso sono abbandonati per incuria, indifferenza, mancanza di progettualità. Vi è capitato di fare delle proposte in questo senso per recuperare degli spazi?

«Da ormai tre anni, grazie alla sinergia stretta tra la nostra associazione culturale Ascosi Lasciti e i proprietari, ci stiamo occupando della rivalutazione del Palazzo Ducale Avarna attraverso periodiche aperture gratuite, esposizioni fotografiche, letture di poesie, cercando di creare una rete di soggetti interessati sul territorio della provincia di Messina. Oltre ad altri progetti di valorizzazione che vedono la nostra associazione protagonista anche in altre regioni della penisola».

Com’è cambiata la tua prospettiva sulla Sicilia da quando fai esplorazione urbana?

«In realtà, la mia prospettiva sulla Sicilia non è cambiata: sono un quarantacinquenne innamorato della nostra isola che ha deciso di non espatriare perché crede fermamente che le sorti dell'isola possano cambiare in meglio grazie alla volontà di tutti. Forse in questi dieci anni dalla costituzione del mio gruppo di esplorazione è cambiato il modo di intendere il nostro operato in positivo, da parte di chi non lo pratica».

Per chi volesse iniziare a fare esplorazioni urbane, che consigli daresti?

«Approcciarsi all’urbex coscienziosamente perché è una pratica pericolosa. E poi visitare la sezione dedicata a questo argomento su ascosilasciti.com».