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20 aprile 2026 - Aggiornato alle 22:23
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IL CONCERTO

One day music festival 2026: Catania torna capitale della musica "urban"per il Primo Maggio. Tre palchi, ospite Tony Effe

Artisti nazionalpopolari ma anche internazionali, e il cuore pulsante del Vulcano stage: così l'appuntamento dell'Afrobar punta a unire generazioni diverse

20 Aprile 2026, 15:27

15:30

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Dopo il successo delle passate edizioni, torna One day music festival, in programma venerdì 1° maggio all’Afrobar della Plaia di Catania. Un mega evento che vedrà protagonista un pubblico proveniente da tutta la Sicilia e non solo. Il One day music festival, negli anni, è riuscito a riportare la città di Catania al centro della musica del Primo Maggio.

«Sebbene non facessi parte del nucleo organizzativo originario, ho vissuto il One day music fin dai suoi primi vagiti come musicista – spiega Edy, direttore artistico di questa edizione - ricordo perfettamente lo spirito con cui è nato: era l'estensione naturale di ciò che accadeva al Barbara Beach e al Barbara Disco Lab. Eravamo un gruppo di amici uniti dalla passione per la musica coraggiosa. Abbiamo semplicemente portato quella visione dai club alla spiaggia, trasformando il Primo Maggio in un’occasione unica. Da lì, il festival è cresciuto in modo costante e organico: dai primi 1.000 partecipanti siamo passati a 2.000, poi 3.000, fino ai grandi numeri di oggi. Da due anni ho l'onore di far parte del team organizzativo con il ruolo di Direttore Artistico. Il festival ha saputo mutare pelle senza mai perdere la propria identità. Partendo dal rock alternativo e dal reggae, ha progressivamente aperto le porte alla techno, per poi accogliere il rap e la trap. Oggi, il One Day è diventato il principale palcoscenico della musica urban in Italia per la data del Primo Maggio. Per noi catanesi, la Plaia è un punto di riferimento assoluto e questo evento è ormai un appuntamento fisso, un rito collettivo atteso tutto l'anno. Dietro un evento di questa portata c’è un impegno che dura 365 giorni. La programmazione è un progetto complesso che va affrontato con largo anticipo: per crescere non basta confermare ciò che già funziona, bisogna avere visione, proporre novità e alzare costantemente l’asticella della customer experience. Evolversi significa restare connessi con il presente e saper interpretare i cambiamenti del panorama musicale globale. La sfida della mia direzione artistica è duplice: mantenere salde le radici e le tradizioni che hanno reso grande il festival e introdurre contenuti di qualità e scelte coraggiose. Quest'anno, ad esempio, segniamo un importante ritorno alla musica dal vivo. Dopo qualche anno di assenza, tornano sul palco chitarre, bassi e batterie. Il One Day si interroga ogni anno su come migliorarsi e su come offrire al pubblico un’esperienza sempre più entusiasmante, aggiungendo ogni volta un tassello in più senza mai smarrire la propria essenza».

Quest'anno l'offerta si divide su tre palchi diversi. Viste le diverse anime musicali che ospiteranno, quali saranno le sorprese per il pubblico?

«Quest’anno l’esperienza si fa ancora più ricca grazie a una programmazione che abbraccia generazioni e gusti differenti. Il Live Stage è il palco che seguo più da vicino, dove il mainstream incontra la ricerca. Avremo Tony Effe per la parte più pop/mainstream, la solidità del rap d'autore con Nitro e il nuovo suono rappresentato da Kid Yugi. Ci sarà anche spazio per nomi internazionali e talenti locali che stanno facendo parlare di sé: avremo Artie 5ive, per la prima volta in Sicilia il catanese Enzo Benz, e poi Fast Animals and Slow Kids e Diss Gacha (un piccolo spoiler che ti regalo!). La vera novità è l'apertura alla scena alternativa capeggiata da Plante, in una session che mi vedrà anche protagonista in prima persona sul palco. Infine, daremo grande risalto alle Rising Stars: i migliori talenti del nostro territorio che vantano già numeri importanti su Spotify, ma che fino a poco tempo fa non avevano uno spazio di questo prestigio. È un panorama che copre un target trasversale, dai 15 ai 40 anni.  Il Techno Stage, avremo pesi massimi come Deborah De Luca e East End Dubs, coprendo tutto lo spettro che va dall'EDM alla techno più pura. Tra l'altro, quest'anno la squadra si è arricchita con l'ingresso dei ragazzi di With Love, il che ci rende ancora più solidi e competitivi su questo palco. Il Vulcano Stage è il terzo palco che è il nostro cuore locale: un vero vulcano di energia animato dai DJ che accendono le notti siciliane. È lo spazio dove solitamente migliaia di persone si ritrovano per vivere un'atmosfera più conviviale, magari per prendersi una pausa dalla frenesia dei palchi principali».

 

Mancano solo due settimane all'evento e siamo nel pieno del rush finale. Come state vivendo questi ultimi giorni di preparativi e qual è il clima dietro le quinte?

«In questo momento siamo in spiaggia ogni giorno, impegnati nell’allestimento per assicurarci che la location e l’accoglienza siano all’altezza delle aspettative del nostro splendido pubblico. Parallelamente, lavoriamo per garantire agli artisti le migliori condizioni tecniche e creative possibili. Sul fronte della comunicazione stiamo spingendo al massimo: ci sono ancora delle novità dell’ultimo minuto che non abbiamo svelato, quindi restate connessi, perché il piatto è già ricchissimo ma stiamo aggiungendo gli ultimi tocchi segreti. Il One Day è un evento incredibilmente trasversale. Non è raro vedere sotto lo stesso palco diverse generazioni: vedremo il diciassettenne accanto al quarantenne, tutti uniti dalla voglia di ballare in spiaggia. Anzi, ti dirò di più: consiglio vivamente anche ai papà e ai figli più audaci di partecipare insieme. L’anno scorso mio figlio, che ha 14 anni ed è un giovane artista, ha suonato proprio al festival. Quindi parlo per esperienza diretta: lo consiglio assolutamente come papà, come artista e come organizzatore. È un’esperienza che unisce davvero tutti».