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l'iniziativa

Il teatro che abbatte i confini: applausi per "Le Supplici" al Teatro Antico di Tindari

Prima nazionale per la tragedia di Eschilo, con la regia di Moni Ovadia e Mario Incudine, e con la partecipazione dei detenuti del progetto "Fil Rouge"

26 Luglio 2026, 17:07

17:14

Un’ondata di emozione ha attraversato il Teatro Antico di Tindari per la prima nazionale de “Le Supplici” di Eschilo, nuova messinscena firmata da Moni Ovadia e Mario Incudine nell’ambito del Tindari Festival. Al termine, lunghi applausi a scena aperta hanno salutato un progetto capace di fondere la forza del mito con la vocazione del palcoscenico a strumento di inclusione, riscatto e rinascita.

In scena un cast di rilievo: Moni Ovadia nel ruolo di Pelasgo e Mario Incudine come narratore, insieme a Federica Luna Vincenti, Giovanni Calcagno, Paride Benassai, Anita Vitale, Alessandra Salamida, Valentina Corrao, Maddalena Serratore, Zoe Laudani, Elisa Zucchetti, Valentina Elia, Alice Canzonieri e Federica Gurrieri. Ad accompagnarli i musicisti dal vivo Antonio Vasta, Pino Ricosta e Manfredi Tumminello.

Protagonisti di una serata memorabile anche gli interpreti della Libera Compagnia del Teatro per Sognare, detenuti-attori delle Case Circondariali di Messina e di Barcellona Pozzo di Gotto, che hanno vissuto la scena come spazio di libertà e condivisione. La loro presenza, intensa e autentica, ha toccato il pubblico del teatro greco, restituendo il senso profondo di un percorso artistico e umano maturato negli anni con il progetto di teatro in carcere “Fil Rouge”, ideato da Daniela Ursino e realizzato con il sostegno di Enel Cuore l'Ente Filantropico del Gruppo Enel e anche della Curia e dell'università di Messina.

In palcoscenico anche la Compagnia delle Signore di Patti, realtà radicata nel territorio, e la compagnia Liberi di Essere Liberi, composta da studentesse dell’Università di Messina.

A completare l’impianto visivo, i costumi di Elisa Savi; gli abiti di scena della Libera Compagnia del Teatro per Sognare provengono dal patrimonio della Fondazione INDA, che ha messo a disposizione i propri costumi per questa nuova produzione. Il disegno luci è di Paolo Benvenuto; musiche originali di Mario Incudine e Antonio Vasta; coreografie di Dario La Ferla; per la Libera Compagnia movimento scenico curato da Mariangela Bonanno e Alice Rella; trucco di Giovanna Gaudenti. Direttore di scena e responsabile attrezzerie è Paolo Campisi; assistente alla regia Marnie Flandina.

Le voci, i corpi e le storie di persone provenienti da percorsi differenti si sono intrecciate nel segno dell’accoglienza, della democrazia e della libertà, temi cardine della tragedia eschilea e oggi più che mai attuali. La rilettura in siciliano, con innesti di greco moderno e arabo, le musiche originali e la dimensione corale hanno trasformato “Le Supplici” in un viaggio nelle radici comuni del Mediterraneo.

«Un grande pubblico ha accolto lo spettacolo con i detenuti attori” – ha detto Daniela Ursino -. Un territorio che aspetta un appuntamento che si ripete da cinque anni. Tra i pubblico anche la presenza importante dei familiari dei detenuti, come momento vero di reinserimento, che celebra il valore rieducativo della pena attraverso l’incontro tra la società esterna e il carcere».

Grande commozione per gli interpreti della Libera Compagnia, che al termine hanno ricevuto l’abbraccio della platea insieme agli artisti professionisti, alle compagnie coinvolte e all’intera squadra che ha reso possibile il progetto: un gesto simbolico che conferma come il teatro possa diventare luogo concreto di incontro, crescita e reintegrazione.

Tra le autorità presenti, il vicecapo del DAP Massimo Parisi: «Ho assistito con piacere ed orgoglio alla messa in scena delle Supplici avvenuta nello splendido scenario del teatro di Tindari lo scorso 24 luglio. Lo spettacolo, dai contenuti quanto mai attuali, ha visto la partecipazione di attori professionisti e di persone in esecuzione penale formate ad hoc nell’ambito del laboratorio teatrale gestito magistralmente da Daniela Ursino e che si svolge da anni all’interno delle case circondariali di Messina e Barcellona Pozzo di Gotto. Il piacere di vedere attori detenuti dalle alte competenze artistiche frutto di un impegno costante e adesione ad un percorso culturale che già di per se’e’ indice di un fruttuoso iter d’inclusione sociale. L’orgoglio di rappresentare, nello specifico contesto di Tindari, un’Amministrazione che, attraverso una costante interazione con tutte le realtà del territorio, offre concrete opportunità di reinserimento sociale. Il mio apprezzamento e ringraziamento va, pertanto, alle direzioni degli istituti di Messina e Barcellona Pozzo di Gotto per l’impegno organizzativo profuso e che, grazie anche alla preziosa collaborazione di tutti gli operatori penitenziari, ha consentito di ottenere un così pregevole risultato».

“Le Supplici” è prodotto da ASC Production, D’aRteventi, INDA, Parco Archeologico di Siracusa e Tindari Festival. Il progetto “Fil Rouge” è coordinato e diretto artisticamente da Daniela Ursino, con i laboratori condotti da Gabriella Cacia nella Casa Circondariale di Messina e da Viviana Isgrò in quella di Barcellona Pozzo di Gotto; preparazione vocale di Antony Foti; logistica costumi di Adriana Malignaggi; per la sala Alessia Lombardo, entrambe di Liberi di Essere Liberi.

L’iniziativa è realizzata con il supporto di DAP, PRAP, direzioni e uffici degli istituti penitenziari di Messina e Barcellona Pozzo di Gotto, Polizia Penitenziaria, Tribunale di Sorveglianza e UEPE, e con i patrocini della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del Senato della Repubblica, della Camera dei Deputati e del Ministero della Giustizia, oltre al nucleo di protezione civile diocesana.