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Musica

Aci Trezza abbraccia Marco Carta: un bagno di folla allo Scalo di Alaggio

Migliaia di presenze e grande entusiasmo per il live organizzato da Antonio Saeli Management nell'estate castellese 2026

05 Settembre 2026, 10:52

11:00

Una serata all’insegna della grande musica e dei sentimenti intensi: Marco Carta è stato il protagonista assoluto del live allo Scalo di Alaggio ad Aci Trezza. L'evento è stato realizzato grazie ad Antonio Saeli Management – manager di cantanti, comici e artisti TV, nonché direttore artistico dell'estate castellese 2026, da ventotto anni punto di riferimento nell'organizzazione e produzione di eventi – e ha visto la fondamentale collaborazione del sindaco Carmelo Scandurra, dell'assessore allo spettacolo Valentina Zangara e di tutta l'amministrazione comunale.

Bentornato a Catania e in Sicilia. Quando questa terra chiama, tu rispondi sempre presente. Qual è il tuo rapporto con la nostra isola?

«È un rapporto che avverto come molto familiare. Da sardo, e quindi da isolano, riconosco nella Sicilia molto calore, vicinanza e un forte senso di casa».

L'anno prossimo festeggerai vent'anni di carriera dal tuo debutto televisivo. Che bilancio fai di questi due decenni?

«Se ci penso, vent'anni sono quasi la metà della mia vita! Mi dico: “Cavolo, vent'anni fa non l'avrei mai immaginato”. Facendo un bilancio, direi: non male. Si può sempre fare di meglio, certo, ma il percorso è stato bello e soddisfacente».

Nel tuo percorso hai portato la tua musica anche oltre i confini nazionali, come nel 2012 con l'incisione di brani in Spagna, Argentina e Cile. Che sensazione si prova a rappresentare la musica italiana all'estero?

«È bellissimo sentire di portare la bandiera italiana. Con molta umiltà ti dico che forse non sono stato bravissimo a coltivare quell'aspetto fino in fondo: stavamo facendo un buon lavoro, ma ci sarebbe voluto un investimento maggiore. Non è un percorso facile, ma la vita sa essere imprevedibile e positiva. È un pallino che mi è rimasto: chissà, magari con l'Eurovision... ci vuole un attimo».

Al di là della televisione e del palco, che cos'è per te la musica oggi?

«La musica per me è tutto: è la mia amante, la mia amica e la mia più grande passione. È quella presenza che, ogni volta, mi ha tirato fuori dai guai e dai momenti più bui».

Quando capisci che è il momento giusto per dar vita a una nuova idea?

«Lo senti dentro, è una questione di sesto senso. O meglio, di un settimo senso che va oltre l'intuizione. È qualcosa che ti fa dire: “Ora è il momento, devo scrivere questo”. Quando accade non puoi procrastinare: se ti svegli di notte con quell'idea, devi prendere subito la chitarra o la penna, perché l'indomani l'ispirazione se ne va».

Tra i tuoi successi spicca il brano del 2017 "Il meglio sta arrivando", un titolo che è un inno alla positività. Quel "meglio" è poi arrivato?

«Secondo me non ancora! Ma perché sono molto pignolo, uno che punta sempre a non accontentarsi mai. Quel “meglio” che deve arrivare non è mai abbastanza o non è precisamente come lo avevi sognato. Non so se sia un bene o un male, ma continuo a guardare avanti».

Ti abbiamo visto nella musica, in televisione e al cinema come doppiatore. Ma per Marco Carta, dov'è e cos'è "casa"?

«Per me casa è un concetto molto semplice: la casa la fanno le persone. Le quattro mura potrebbero essere ovunque, anche in Corsica, perché ho una buona capacità di adattamento. L'importante è che insieme a me ci siano le persone che considero davvero la mia casa».