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Aragona, “I Corsari del Terzo Reich e i segreti di Husky. Sicilia (1940-1943)”

Presentato al Rotary il volume del giornalista e ricercatore storico Calogero Conigliaro che rievoca alcuni episodi della Seconda Guerra Mondiale che hanno visto tra i protagonisti Porto Empedocle e la Sicilia

È stato presentato ai cantieri Culturali “Partigiano Ciro” di Aragona, il libro del giornalista e ricercatore storico agrigentino, Calogero Conigliaro, “I Corsari del Terzo Reich e i segreti di Husky. Sicilia (1940-1943)”.

Alla partecipata iniziativa, organizzata dal Rotary Club Aragona Colli Sicani in occasione del 75° anno dello sbarco alleato in Sicilia, hanno partecipato diverse autorità e personalità del territorio e le sezioni di Agrigento delle associazioni nazionali Carabinieri e Bersaglieri.

Nel corso della manifestazione, moderata dal giornalista Alan David Scifo, è stata anche inaugurata una mostra fotografica che ha ripercorso, attraverso immagini esclusive tratte dagli archivi privati di Carmelo Terrasi, Salvatore Pulselli e Giuseppe Di Giacomo Pepe, alcuni momenti di vita quotidiana del periodo bellico e post bellico aragonese. Interessante è stato, inoltre, l’intervento della ricercatrice storica Giuseppina Rizzo che ha ripercorso il ruolo strategico che ha avuto Aragona all’interno dello scacchiere militare.

Calogero Conigliaro nel suo apprezzato e seguito intervento ha parlato della genesi del libro che narra le vicende della terza flottiglia motosiluranti germanica e delle sue operazioni nel Mediterraneo dopo l'arrivo in Sicilia per cooperare alla neutralizzazione dell'isola di Malta, minando le sue acque ed attaccando con i siluri i convogli di rifornimenti della Royal Navy.

Legata a questa leggendaria unità della Kriegsmarine è stata la base navale di Porto Empedocle, situata nella parte centromeridionale della Sicilia.

Per l’occasione, inoltre, il presidente del Rotary Club Aragona Colli Sicani, Vincenzo Mula, ha consegnato una pergamena in segno di riconoscenza a quattro reduci, di Aragona e di Grotte, della Seconda Guerra Mondiale.

Un momento commovente che ha riportato il numeroso pubblico indietro nel tempo; era, infatti, l’11 novembre del 2011 quando, alla presenza dell’allora prefetto di Agrigento, Francesca Ferrandino e delle massime autorità civili e militari della provincia, nella Piazza Umberto I di Aragona, ai lati del monumento al milite ignoto vennero scoperte due lapidi con i nomi degli aragonesi caduti nella Prima e Seconda Guerra Mondiale.

All’appello “rispondevano” 220 cittadini: tra questi l’aviere Giuseppe Travali, vittima delle Foibe di Tito, recentemente insignito della medaglia al valore dal Presidente della Repubblica Italiana, e, per ricordarne la memoria, il soldato Pietro Orsini, morto a Dogali il 26 gennaio del 1887.

Aragona, che aveva pagato un tributo altissimo di sangue, riportava sull’altare della memoria i suoi caduti. In quell’occasione vennero anche “decorati” dal Comune di Aragona gli ultimi nove reduci della seconda guerra mondiale.

Quella giornata, salutata dal cielo anche dal passaggio a bassa quota di due aerei ultraleggeri, fu l’occasione per affermare la sua storia di una comunità dare valore al suo glorioso passato.

Dei nove reduci, sette non passati a miglior vita: i sigg. Bongiorno, Zambito, Maligno, Scifo, Scichilone, Ferrera e Fanfara.

Dei loro volti rimarrà indelebile il sorriso, l’orgoglio e l’entusiasmo di quel giorno e, soprattutto, la consapevolezza di essere stati ricordati anche dai bambini delle scuole. Alcuni di loro, in punto di morte, hanno raccontato, poi, i loro familiari, hanno espresso il desiderio di indossare quella medaglia che per loro, che avevano conosciuto la guerra e la prigionia nei campi di prigionia tedeschi ed inglesi, rappresentava la Pace, la Libertà e la Democrazia: valori assoluti conquistati grazie anche al loro sacrificio.

La lodevole iniziativa del Rotary di sabato sera, ha rappresentato un ulteriore momento di riflessione sul valore della memoria ed ha aggiunto un piccolo tassello alla crescita ed alla partecipazione democratica alle quali cittadini, associazioni ed amministratori sono chiamati a dare il loro contributo per tutelarne e custodirne i valori ad “perpetuam rei memoriam”.

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