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Catania, lavoratori del bacino prefettizio hanno occupato il Comune

Una decina di persone impedisce anche l'ingresso a Palazzo degli Elefanti: «Perché la gara sul servizio rifiuti è andata ancora deserta?»

Sono una decina i lavoratori del bacino prefettizio asserragliati da ieri sera a Palazzo degli Elefanti, nell’aula consiliare: una protesta prevedibile, dopo la notizia della quarta gara d’appalto rifiuti andata deserta, sulla quale avevano riposto gran parte delle loro speranze di poter tornare a lavorare.

Erano entrati ieri sera verso le 19 per incontrare l’assessore all’ambiente Rosario D’Agata, incontro che se possibile ha reso ancora più incerta la situazione dei 105 ex lavoratori igiene ambientale entrati nel calderone del bacino prefettizio.

I lavoratori sembrano irremovibili, una parte di loro presidia l’ingresso del Comune impedendo l’entrata a chiunque. Sono intervenuti i Vigili del fuoco e la polizia, in attesa di capire come intervenire. “Aspettiamo che qualcuno ci risponda in maniera definitiva, senza se e senza ma, la situazione ce la devono dare loro” commentano in tempo reale, “come mai anche questa gara è andata deserta? La proroga non costa ancora di più? Prorogano un servizio assolutamente scadente, la città sta puzzando e Catania non potrà mai arrivare al 35% di differenziata entro il 31 maggio”.

Il segretario Cgil Giacomo Rota è salito dai lavoratori in occupazione, cercando di capire come agire. Sta andando in sede sindacale, per raccogliere le istanze degli altri sindacati. Intanto verso le 11.30 Francesco Marano, unico contatto avuto con il Comune, è sceso tra i protestanti facendo sapere che, dopo la gara andata deserta, sarebbero disponibili a ripresentare la gara d’appalto con un ampliamento del capitolato.

“Non si capisce se si intende contemplare anche il personale - commenta Salvo Di Salvo, uno dei 105 del bacino prefettizio in protesta all’entrata di Palazzo degli Elefanti - anche perché è opzione che deve passare dal consiglio comunale. I lavoratori - conferma - non intendono muoversi, le parole lasciano il tempo che trovano”.

La protesta è stata poi sospesa nel tardo pomeriggio in vista dell’incontro previsto per domani alle 12 con il sindaco Bianco.

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