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«Ora nuota verso il Paradiso», l'ultimo saluto a Enrico Cordella

Di Redazione
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ACIREALE - «Nothing else matters» (Nient’altro importa) Adesso suonala con gli angeli». Con questa scritta su un palloncino lasciato volare via, insieme a tanti altri palloncini e fiori bianchi, simbolo di giovinezza, Acireale ha dato l’ultimo saluto a Enrico Cordella, portato a spalla dai fratelli Salvo, Claudio e Daniele e avvolto dall’abbraccio di una folla immensa, stretta in un rispettoso silenzio rotto solo da lunghi applausi.

Le esequie sono state celebrate ieri nella Cattedrale e officiate dal cardinale Paolo Romeo, il quale ha detto: «Sono tragedie che devono farci riflettere su che cosa stiamo facendo per questi giovani, quale avvenire per dare sicurezze. I nostri giorni sono contati e non conosciamo né il giorno né l’ora ma ognuno di noi nel tempo che ha può compiere il meglio nel disegno di Dio». A concelebrare la funzione i sacerdoti Gaetano Caltabiano, parroco del Cuore Immacolato di Maria (la parrocchia frequentata da Enrico), Marco Catalano, rettore del seminario vescovile di Acireale, il cappellano della base di Sigonella dGiovanni Salvia e Francesco Mazzoli parroco della chiesa di Santa Maria della Neve a Santa Maria La Scala, a cui è stata affidata l’omelia, dopo la lettura delle Sacre Scritture: «Ciao Enrichetto, nuota verso il paradiso» il saluto del prete. 

All’interno della chiesa gremita la famiglia di Enrico, la mamma Antonella e il papà Pietro che ancora una volta hanno dimostrato un’infinita compostezza anche nel dolore più atroce, quello di sopravvivere al proprio figlio. Presente l’Amministrazione cittadina con il sindaco Stefano Alì, ma soprattutto una grande folla di amici del giovane.

Con i funerali di Enrico si chiude una pagina tragica per la comunità acese. Una tragedia che si è consumata nel molo di Santa Maria La Scala in una fredda domenica di febbraio, quando Lorenzo D’Agata ventisette anni, Margherita Quattrocchi ventuno anni e il fidanzato Enrico Cordella ventidue anni, sono stati travolti da un’onda anomala mentre sostavano in auto sul molo. Trascinati in mare i giovani hanno perso la vita ma mentre i corpi di Lorenzo e di Margherita sono stati recuperati la mattina dopo la tragedia, per Enrico ci sono voluti otto giorni di ricerche, di attese strazianti, prima che il corpo del giovane, lo scorso lunedì sera, venisse ritrovato dai tre sommozzatori volontari, nello specchio di mare antistante la zona del Mulino.

Il ritrovamento del giovane è stato il triste epilogo che ha messo fine alla lunga attesa, soprattutto per la famiglia che non ha mai lasciato il molo, per la mamma Antonella e il fratello Salvo che non hanno mai perso la speranza di ritrovarlo sostenuti dalla solidarietà di tantissima gente.

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