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Al Radicepura Garden Festival la natura si fa arte: ecco il turismo green

Una scommessa mediterranea: i giardini progettati da paesaggisti e designer di tutto il mondo

La natura diventa installazione d’arte, anima contemporanea, seme che si proietta nel futuro. E’ il motore di una sfida culturale che si confronta con il territorio e con il mondo. Non immaginatevi solo la riproduzione di giardini come quelli di un castello o una antica dimora: Radicepura Garden Festival, al via oggi a Giarre, è un grande evento internazionale dedicato al garden design e all’architettura del paesaggio del Mediterraneo che chiama a raccolta i più noti e innovativi designer in grado di cambiare il paesaggio che ci circonda.

«Nessun luogo come la Sicilia può rappresentare l’essenza del Mediterraneo - spiega Mario Faro, ideatore e imprenditore del Festival - Questo è un evento di respiro internazionale - sul modelli di quelli delNord Europa - che pone l’accento sulla forza promotrice che può avere il paesaggismo per la salvaguardia del territorio, ma anche come risorsa culturale, turistica ed economica». I giardini progettati da paesaggisti di tutto il mondo rimarranno fino a ottobre. «Il garden design è una forma d’arte. La cultura arricchisce il territorio e porta opportunità di sviluppo. Il flusso di turisti che si muove per eventi green è importantissimo. Gli stranieri sono attratti da questa offerta culturale che può contribuire ad ampliare il turismo anche in primavera e in autunno», prosegue Mario Faro, imprenditore e vicepresidente della Fondazione Radicepura.

L’emozionante selva nodosa di piante di vite, opera dell’artista siciliano Alfio Bonanno, accoglie davanti alla casa, mentre l’opera di Emilio Isgrò è un work in progress. Il «cuore della manifestazione», sottolinea Faro, sono le installazioni di artisti e designer. «Un lavoro creativo con un messaggio culturale: come il pittore usa i pennelli gli artisti si esprimono con il linguaggio delle piante mediterranee come l’installazione del land artist Bonanno o la torre di avvistamento con due scale ellittiche di Péna, e Anamorfosi, creazione artistica-botanica realizzata da François Abélanet, frutto della collaborazione con l’Istituto del mondo arabo».

I giardini sono realizzati da quattro grandi paesaggisti: il francese Michel Péna con un Jardin Parfumé, Tour d’y Voir, un giardino verticale per un’esperienza tra luce e vegetazione; Stefano Passerotti con Evaporazione mediterranea riflette sulla situazione del Mare Nostrum, utilizzando la metafora del tronco d’albero adagiato sull’acqua; l’inglese James Basson ricrea con Arethusa and Alpheus un collegamento ideale tra Sicilia e Grecia, attraverso il mito di Alfeo e Aretusa. È un invito alla fratellanza il progetto della designer arabo–londinese Kamelia Bin Zaal, Amityi. E ancora i giardini di sei giovani talenti, selezionati da un concorso internazionale, cui si aggiungono quattro particolari installazioni vegetali, l’Anamorfosi, il Giardino Italia, il Giardino della Dieta Mediterranea, La Macchia di Donatello Chirico. «E ancora un’offerta in sinergia con il territorio: chef stellati, street food, eccellenze siciliane, bioedilizia, artigianato. Una zona mercato con aziende vivaistiche specializzate in piante grasse, o in piante esotiche o con più di 2000 specie di aromi. Il festival è un contenitore che vuole diventare punto di riferimento nazionale in questo settore».

Il debutto oggi alle 10 - Pablo Georgieff direttore artistico - con alcuni incontri: Paolo Pejrone si confronterà con il paesaggista Michel Péna e la giornalista Emanuela Rosa-Clot; alle 15 la designer Kamelia Bin Zaal incontrerà la paesaggista Sarah Eberle, poi James Basson e Antonia Cristaudo. Lo chef Pietro D’Agostino, stella Michelin e ambasciatore del gusto, farà provare agli ospiti la zuppa floreale “equinozio di Primavera”. La sera, a Palazzo Biscari di Catania, l’evento “In Fiore”, promosso da Marella Ferrera, Paola Lenti e Fondazione Radicepura.

«Siamo in uno dei luoghi più rigogliosi del Mediterraneo, tra Etna e mare può crescere uno spazio dalle grandi potenzialità, per far conoscere il vulcano, i parchi, il fiume, tappa di un tour della Sicilia dei giardini - conclude Mario Faro - L’agricoltura in Sicilia sta dando una spinta propulsiva, il traino è il mondo del vino ma ci sono anche l’ortofrutta, il florovivaismo, il paesaggismo. Per creare questa sintesi non c’è un posto migliore della Sicilia, un giardino delle meraviglie».

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