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A Tokyo sei siciliani nell'Italia da record

Domani in Giappone con la cerimonia di apertura, il via alla sedicesima edizione che si concluderà il 5 settembre con in gara ben 4.400 atleti. In gara la gelese Monica Contraffatto che ha combattuto in Afghanistan

Di Lorenzo Magrì
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L’ombra del Covid-19 che avanza e le tensioni internazionali collegate alla crisi afgana. A distanza di due settimane dalla fine delle Olimpiadi, domani alle 13 italiane via alla cerimonia d’apertura delle Paralimpiadi di Tokyo 2020, che dureranno fino al 5 settembre. Un’edizione che, come i Giochi olimpici, ha già vissuto lo slittamento di un anno a causa della pandemia, che continua a tenere sotto pressione gli organizzatori dopo l’ondata record di infezioni degli ultimi giorni.

La Sicilia in azzurro alle Olimpiadi di Tokyo con 16 atleti e un bottino finale di 5 medaglie (oro nel karate con l’avolese Luigi Busà; argento nel fioretto individuale dell’acese Daniele Garozzo e tre bronzi con le due etnee Rossella Fiamingo e Alberta Santuccio nella spada a squadre e il trapanese Nino Pizzolato nel sollevamento pesi) alle Paralimpiadi giapponesi si presenta con un gruppo di sei atleti, tra le punte di diamante di una spedizione italiana già da record. Saranno infatti 115 gli azzurri imopegnati a Tokyo in 15 discipline.

Apre la lista la siracusana Loredana Trigilia, alla sua sesta partecipazione olimpica nella scherma e bronzo nel 2016 a Rio con la squadra di fioretto insieme a Bebe Vio (oro anche nel fioretto individuale, uno dei volti più noti del paralimpismo italiano e internazionale e portabandiera insieme al nuotatore Federico Morlacchi) e Andreea Mogos. «Temo le cinesi - confessa alla vigilia delle gare la Trigilia che difende i colori del Gs Fiamme Oro - ma anche loro hanno dei punti deboli>.

Dalla scherma all’atletica con Monica Contrafatto, classe 1981, gelese, bronzo sui 100 ai Giochi di Rio, con tanta voglia di fare bene dopo i fatti di questi giorni in Afghanistan. Monica infatti nel maggio del 2015 è stata la prima donna soldato dell’Esercito Italiano ad essere decorata: ha ricevuto la medaglia al valore per il comportamento tenuto durante un attacco subito da forze avverse mentre era in servizio a Farah in Afghanistan, subendo gravi lesioni alla gamba destra. «Nel 2012 in un letto d’ospedale - racconta Monica - promisi a me stessa che un giorno avrei messo una protesi da corsa e avrei partecipato ai Giochi di Rio. E così è stato e il bronzo in Giappone resta sempre nel mio cuore>.

Esordio invece nello judo per la messinese Carolina Costa, figlia d’arte con l’indimenticabile papà Franco che è stato un grande campione e adesso è seguita dalla mamma-allenatrice Katarzyna Juszczak. «Sono abbastanza carica - ha detto Carolina Costa - e spero che da qui al 29 duri questa tensione per metterla in gioco tutta sul tatami». A Tokyo la Costa sarà in gara nei + 70 kg.

Nel nuoto in gara a Tokyo i due fratelli palermitani Xenia Francesca e Misha Palazzo. Xenia Francesca Palazzo, classe 1998, è alla sua seconda Olimpiade (6ª sui 200 sl a Rio), all’esordio invece il fratello Misha, classe 2002. Chiude la lista l’altro palermitano Antonino Bossolo in gara nel taekwondo.

 

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