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C'è tanta Sicilia dietro le quinte dei Giochi di Tokyo

In attesa di conoscere il colore della medaglia del fiorettista acese Daniele Garozzo che tra pochi minuti sarà impegnato nella finale del fioretto, conosciamo i tecnici, dirigenti e giudici isolani impegnati in Giappone

Di Lorenzo Magrì
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C'è tanta Sicilia dietro alle quinte dei Giochi di Tokyo e in attesa di conoscere l'esito della finale del fioretto maschile che vedrà in pedana il campione in carica, l'acese Daniele Garozzo, conosciamo i nomi del nutrito gruppo di dirigenti, tecnici e giudici che nel loro campo sono riusciti a staccare il “pass” per l’appuntamento più importante per chi vive nel mondo dello sport.
Una lista aperta dal “veterano” delle Olimpiadi, il modicano Giorgio Scarso che da presidente della Federscherma italiana ha vissuto straordinarie edizione con tante medaglie vinte dal dream team italiano, adesso è il presidente onorario della Fis oltre agli incarichi a livello internazionale. E con la scherma Tokyo anche il nisseno Maurizio Randazzo, l’ex campione azzurro che in Giappone è il capo delegazione della squadra azzurra che conta anche su due tecnici, il modicano Eugenio Migliore nel fioretto (allena Giorgio Avola e Andrea Cassarà) e l’etneo Gigi Mazzone nella spada dove da tempo è il mental coach, mentre nella giuria internazionale grande riconoscimento per il trapanese di Mazara del Vallo, Emanuele Bucca.
Dalla scherma all’atletica con un catanese a Tokyo alla sua terza Olimpiade dopo Atene 2004 e Londra 2012: l’etneo Filippo Di Mulo. Grazie a questo straordinario allenatore, responsabile del settore azzurro della velocità, l’Italia a Tokyo schiererà tutte e cinque le staffette (nella 4 per 400 c’è l’etneo Giuseppe Leonardi allievo di Di Mulo) alla pari degli Stati Uniti.
E sempre nell’atletica due tecnici siciliani a Tokyo con l’ex azzurro della velocità, il giarrese Claudio Licciardello, semifinalista sui 400 ai Giochi di Pechino 2008 che farà parte del team dello Sri Lanka visto che allena due giovani talenti con uno Yupun Abeykoon Mudiyanselage che sui 100 dopo il 10”15 di Savona sogna proprio di emulare il tecnico etneo ed approdare in semifinale. L’altro tecnico è il palermitano di Caltavuturo Giuseppe Giambrone, ex atleta allieva del prof. Tommaso Ticali, che ha fondato il Tuscany Camp diventato da anni un punto di riferimento per fondisti africani e non solo. Giambrone sarà a Tokyo come Team Leader del Burundi con in gara tre suoi allievi: Oscar Chelimo (5.000), Albert Chemutai (3.000 siepi) e Olivier Irabaruta (maratona).
Ai Giochi di Seul Maria Cocuzza, catanese, era una libellula azzurra che volteggiava tra gli attrezzi della ginnastica artistica, adesso in Giappone fa parte della giuria internazionale, apprezzata anche in questa veste per le sue straordinarie responsabile delle gare a corpo libero. 
La Federpesistica nazionale da anni si affida al nisseno Antonio Urso e come potete leggere in altra parte i risultati non mancano e già a Tokyo è arrivato un bronzo. Urso segue a Tokyo la squadra azzurra che adesso aspetta l’esordio del trapanese Nino Pizzolato altro atleta da podio. 
Nel taekwondo l’Italia ha vinto il primo oro e la Sicilia nella giuria internazionale può contare sul paternese Francesco Chisari, il maestro di taekwondo impegnato ormai da anni in questa disciplina dove ha ricevuto la carica di Nto (National Technical Official) e a Tokyo fa parte di una commissione che prevede una competenza assai elevata sia nel settore sportivo che a livello linguistico, entrambe doti del maestro e riconosciute dal Cio e dal comitato olimpico giapponese.

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