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Green pass, al porto di Catania niente blocchi ma preoccupazione per posti di lavoro

I sindacati dei portuali minacciano uno sciopero per per la mancata applicazione del Ccnl di settore

Di Maria Elena Quaiotti
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Oggi nel giorno più temuto per i blocchi dei “no green pass” ai porti italiani, che già a Trieste e Genova ha dato segnali importanti, in quello etneo ha invece regnato la “solita” calma. Pur nel “disordine organizzato” di un porto non ancora riorganizzato, come invece ormai da mesi si dice si sarebbe fatto. In realtà, però, si tratta di una calma solo apparente, perché più che l'agitazione per il green pass, che non ha destato particolari preoccupazioni, sotto la “cenere” (no, non quella lavica) dei lavoratori portuali ciò che preoccupa di più sono i livelli occupazionali e le condizioni lavorative a cui sono sottoposti. Lo sa bene Alberto Chiovelli, commissario (in scadenza) dell'Autorità di sistema portuale di Augusta e Catania, che così commenta la situazione odierna: “la spiegazione principale per il clima tranquillo – dice – è l'alta percentuale di vaccinati, che sul porto di Augusta sfiora il 99% e sul porto di Catania supera la media nazionale. Un'altra spiegazione potrebbe essere il fatto che oggi, specialmente nel porto di Catania, è in atto una crisi occupazionale che probabilmente è all'attenzione delle maestranze più delle problematiche del green pass”.

E al porto etneo è stato infatti annunciato dai segretari sindacali di Filt Cgil, Alessandro Grasso, e Fit Cisl, Mauro Torrisi, uno sciopero, questo sì che si preannuncia partecipato, dei lavoratori della Grimaldi Marangolo e Grimaldi Group per l'intera giornata del 26 ottobre, “per la mancata applicazione – dicono i segretari – del Ccnl di settore, con misure reali ed efficaci che possano riportare la situazione operativa e organizzativa a livelli di sopportabilità in termini di carichi e sicurezza sul lavoro”. In parole semplici, i portuali lavorano più ore di quelle consentite, senza garanzie di sicurezza nei luoghi di lavoro, oggi più che mai elemento indispensabile per evitare le tragedie a cui troppo spesso frequentemente assistiamo per negligenze che, nella maggior parte dei casi, derivano dalle stesse aziende. “Sono in corso – precisano i sindacalisti – convocazioni e tentativi di incontro per sventare lo sciopero, ma è ancora tutto da vedere se consideriamo che da un anno ad oggi abbiamo tentato di trovare soluzioni, suggerendo percorsi nel rispetto del Ccnl di settore, ricevendo in cambio una totale indisponibilità e chiusura a trattare determinati argomenti, tentando tra l'altro di imporre delle improbabili pregiudiziali”.
A margine si inserisce anche un'altra “notizia”: partirà, probabilmente (condizionale d'obbligo) l'hub vaccinale dedicato ai lavoratori del porto e della zona industriale, quello che avrebbe dovuto essere allestito quest'estate presso gli Interporti siciliani a seguito di una convenzione siglata tra Confindustria, Adsp, Sis e Asp, ma mai realizzato. Ufficialmente perché “troppo oneroso”. La soluzione trovata è stata quindi una clinica privata a Catania, la Clinica Adenti, che metterà a disposizione di Confindustria alcuni locali da adibire a centro vaccinale.
 

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