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La Biles torna a sorridere: bronzo alla trave

La statunitense chiude i Giochi con una medaglia dopo aver accusato problemi di salute che l'avevano costretta al forfeit.  L'argento a corpo libero di Vanessa Ferrari analizzato da Maria Cocuzza, catanese, azzurra nella ginnastica ai Giochi di Seul '88 e a Tokyo nella giuria internazionale di artistica 

Di Lorenzo Magrì
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Da una campionessa all'altra. Vanessa Ferrari vince uno storico argento a corpo libero e 24 ore dopo, un'altra attesa campionessa della ginnastica artistica femminile, la straordinaria statunitense Simone Biles, saluta i Giochi di Tokyo con una medaglia al collo dopo aver rinunciato alle precedenti prove per i «demoni» della sua testa. La campionessa statunitense della ginnastica artistica, oggi ha preso parte alla gara conclusiva, la trave, chiudendo al terzo posto con una standing ovation commovente, dopo che l'oro e l'argento erano andate a due cinesi: Guan Chenchen e Tang Xijing.

«Non pensavo di prendere una medaglia: ho gareggiato solo per me stessa, e questa gara vale tutto il mondo», le prime parole di Simone, mentre dopo la grande gioia per l'argento Vanessa aveva dichiarato: «Sono felice volevo che fosse la mia Olimpiade. Parigi 2024? Adesso vado in vacanza>.

L'ANALISI TECNICA DI MARIA COCUZZA. Ai Giochi di Seul 1988 era stata tra le libellule della ginnastica artistica azzurra, 33 anni dopo a a Tokyo dopo Maria Cocuzza è ritornata alle Olimpiadi, sempre nella ginnastica ma stavolta nelle vesti di giudice, visto che dopo aver messo al chiodo il body e aver intrapreso la carriera di allenatrice scoprendo e mandando in orbita la catanese Carlotta Ferlito, ha cominciato la nuova avventura e adesso è tra le migliori giudici a livello internazionale.

«A Tokyo - racconta Maria Cocuzza - facevo parte della giuria a corpo libero e così ho avuto la fortuna di vedere in azione e giudicare la splendida prova di Vanessa Ferrari che ha ottenuto un risultato storico sia per lei che per tutta la ginnastica Italiana. È logico che a tutti noi sarebbe piaciuto vederla con al collo la medaglia d’oro ma le ginnaste in finale erano tutte allo stesso livello e ognuna di loro poteva ambire a quel podio e quindi il suo è davvero un risultato strepitoso! L’esecuzione di Vanessa è stata più precisa delle altre. Il valore di partenza era lo stesso delle ginnaste che sono arrivate terze, mentre la vincitrice partiva da quattro decimi in più. Per Vanessa è stata così determinante l’esecuzione, con i salti artistici, tra cui il Ferrari ideato da lei, che sono stati superlativi».

IL CAPOLAVORO DI VANESSA. Vanessa ha cominciato la finale con la prima diagonale: rondata flic e “Silivas” ovvero un doppio salto dietro raccolto con doppio avvitamento. Subito dopo una seconda diagonale: rondata salto tempo e doppio salto raccolto con un avvitamento. Poi ha eseguito tutta la parte artistica cominciando con un enjambée cambio ad anello, collegato ad un enjambée cambio con un giro continuando con il “Ferrari”, ovvero un enjambée ad anello con un giro, mandando tutti in estasi con una doppia piroetta impugnando la gamba, un enjambée con un giro e mezzo ed un enjambée sul posto con un giro per chiudere con una evoluzione da urlo: ultima diagonale: salto avanti teso smezzato e rondata flic doppio salto dietro raccolto per atterrare sul podio!

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