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William in Giamaica: "Dolore per lo schiavismo". Ma non scuse

Il futuro re parla di "macchia" storica: "Mai sarebbe dovuto accadere". Le foto del viaggio

Di Redazione
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«Profonda tristezza» per il passato schiavista e coloniale di quello che fu l’impero britannico. Sono le parole (in inglese «profound sorrow") richiamate nelle scorse ore a Kingston dal principe William - secondo dopo il padre Carlo in linea di successione al trono della quasi 96enne regina Elisabetta - nell’evento clou che ha segnato la tappa in Giamaica di tour nei Caraibi affrontato assieme alla consorte Kate: tour organizzato da Londra fra le missioni affidate ai vari membri della dinasta per celebrare anche all’estero il Giubileo di Platino dei 70 anni di regno di Elisabetta II; ma non esente da qualche polemica e protesta. 
 Parole che esprimono rammarico, come già fatto in passato dalla Royal Family, senza tuttavia arrivare alle scuse vere e proprie invocate da molti nelle comunità locali. Lo schiavismo, ha ammesso il duca di Cambridge, citato dalla Bbc, «non ci sarebbe mai dovuto essere» e proietterà «per sempre delle macchie sulla nostra storia». 
 Parlando nel corso di un ricevimento offerto dal Governatore Generale della Giamaica (rappresentante della corona sull'isola), William ha avuto poi espressioni di simpatia verso l'autodeterminazione giamaicana, e la volontà dell’isola (tuttora socia del Commonwealth) «di forgiare il proprio futuro», senza negare «il dolore» radicato fra la gente per l'eredità della storia. Espressioni a cui il primo ministro giamaicano, Andrew Holness, ha replicato - in un discorso di benvenuto freddino - evidenziando al futuro re l’intenzione del Paese di continuare a perseguire i suoi obiettivi come Stato sempre più saldamente «indipendente». 
 Sullo sfondo resta la tendenza centrifuga rispetto ai residui legami formali di alcune delle ex colonie con la monarchia britannica, confermata di recente nella regione caraibica dallo sganciamento delle Barbados. Ma anche, come nota un royal correspondent della Bbc, la difficoltà di casa Windsor a passare «dal sorrow al sorry» per le vergogne della schiavitù: a causa dell’impatto che un atto solenne del genere potrebbe avere sulle richieste di mega risarcimenti legali in denaro che si levano da tempo direttamente nei riguardi della dinastia, in Giamaica e non solo.
 

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