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Il catanese Davide D'Aiello: «Trail running, vivere la natura attraverso lo sport, sentendo i battiti del cuore nelle vallate»

Di Redazione
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CATANIA – Un connubio tra sport, benessere e passione per la natura. Il trail running – corsa che si svolge in montagna attraverso percorsi che prevedono slalom tra sentieri, ruscelli, salite e discese tra costoni rocciosi e tratti attrezzati – diventa disciplina sempre più apprezzata da chi vuole superare i propri limiti, affrontare nuove sfide e rimanere in contatto con le bellezze naturali della nostra terra.

Tutte motivazioni che hanno stimolato Davide D’Aiello, atleta di questa disciplina: «Ho iniziato circa 10 anni fa – racconta – quando, dopo anni di esperienza su strada, decisi di provare. Un mio caro amico mi disse che se avessi provato “non sarei più tornato indietro”. Ed è stato così, mi sono avvicinato a questa disciplina sportiva e non ho più lasciato. Ho cominciato con percorsi brevi – 30 km – per aumentare sempre di più le distanze. Nel tempo ho conosciuto anche brand importanti, che mi hanno avvicinato a grandi campioni, consentendomi di far parte di diversi team». Sono tanti, infatti, le maglie indossate: Etna Trail Asd (Linguaglossa), BERGTeam Salomon (Savona), WAA Ultra (Parigi), Saucony Team Italia. Di quest’ultima, inoltre, è referente per la Sicilia e la Calabria.

In dieci anni sono tante le competizioni a cui Davide ha partecipato – tra le più affascinanti la Lavaredo Ultra Trail (Dolomiti), la Sellaronda Trail (Dolomiti) e il Gran Trail Courmayeur (Valle d’Aosta) – molte con migliaia di partecipanti, alcune delle quali anche oltre confine e oltre continente. Tutte sfide in cui, alla fine, si giunge sempre alla stessa conclusione: «Si tratta di una disciplina impegnativa – spiega – dove il vero successo è completare le gare, alcune davvero molto lunghe. Si tratta di una sfida con se stessi, dove sei munito solo di pochi viveri, acqua, spirito d’avventura e un GPS che ti aiuta a non smarrire il percorso, cosa che a volte può capitare (sorride, ndr)». Solo dopo tempo e tanta esperienza, con gare che durano anche fino a 10 ore, si riesce a trovare il giusto compromesso e a capire dove poter dare il meglio di sé: «Ho provato percorsi che variano dai 30 km ai 100 – continua – ma nei 50 km ho scoperto di poter avere un buon ritmo e di portare a casa ottimi risultati. E, con un pizzico di orgoglio, posso dire che questo va in controtendenza rispetto al calo di performance e prestazioni a cui si assiste con l’avanzare dell’età».

Un ritmo da non perdere, ragion per cui Davide ha continuato ad allenarsi, nonostante il periodo di emergenza sanitaria: «Fortunatamente ci si può allenare individualmente, ma molte competizioni sono state annullate e posticipate a causa della pandemia e delle misure per contenere la diffusione del virus. Anche se spesso ti trovi solo durante il percorso, alla partenza è inevitabile che i numerosi partecipanti entrino in contatto». Al di là dei vaccini, la speranza è che si possa riprendere presto: «Tra meno di un mese dovrebbe tenersi la Chianti Ultra Trail, anche se bisognerà tener conto dell’evolversi della situazione e delle misure anti-Covid. Discorso che vale anche per le due competizioni previste in Sicilia: un K1 – mille metri di dislivello in un percorso vertical di 3 km – e un’altra nella Riserva dello Zingaro».

Tanti luoghi da ammirare e da vivere in modo unico, attraverso uno sport, come spiega lo stesso Davide, «che si conosce e s’inizia spesso da grandi e che negli ultimi anni ha avuto un boom mediatico: molti stanno abbandonando l’asfalto alla ricerca di percorsi più impegnativi». Sensazioni, emozioni, un’esperienza totalizzante per il corpo e per la mente: perché provare? «Con il trail ti avvicini alla natura e senti i rumori del tuo corpo, senti i battiti del cuore rimbombare nelle vallate. È un modo per staccarsi dal mondo frenetico in cui viviamo, per ridefinire i propri limiti fisici e mentali alla scoperta del mondo che ci circonda».

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