la storia
A New York la Sicilia protagonista al più grande forum giovanile del mondo
A Palazzo di Vetro la storica sede dell'ONU quattrocento studenti catanesi al Change the World MUN, tra ospiti internazionali e dibattiti su tecnologia, sostenibilità e sport per la pace
Un pezzo di Sicilia siede nelle aule delle Nazioni Unite. Circa quattrocento studenti dell’isola partecipano in questi giorni, fianco a fianco con coetanei provenienti da oltre 140 Paesi, all’edizione 2026 del Change the World Model United Nations, il più grande forum internazionale di diplomazia giovanile. Una rassegna nata a Catania nel 2000 per iniziativa dell’Associazione Diplomatici, presieduta da Claudio Corbino con il sostegno del vicepresidente Fabio Bonanno, e che oggi richiama a New York oltre quattromila ragazzi.
La cerimonia di apertura si è svolta ieri nell’Aula dell’Assemblea Generale, alla presenza del Rappresentante Permanente d’Italia presso l’ONU, Giorgio Marrapodi. Per quattro giorni, dal 26 al 29 marzo, gli studenti simulano i lavori delle commissioni delle Nazioni Unite, confrontandosi su cooperazione internazionale, innovazione tecnologica, sostenibilità e pace: un laboratorio di pensiero critico che, negli anni, ha formato più di centomila giovani in tutto il mondo.
Il parterre dei relatori restituisce la caratura dell’appuntamento. Tra gli ospiti figurano Salvatore Carrubba, già direttore del Sole 24 Ore e chairman della Change the World Academy, Amina Mohamed, Vice Segretario Generale dell’ONU, Bernardino Leòn, ex Rappresentante Speciale delle Nazioni Unite per la Libia, Catherine Colonna, già Ministro degli Esteri francese, il Pulitzer statunitense Jonathan Capehart e le firme del giornalismo italiano Maria Latella e Myrta Merlino, portavoce della Change the World Academy.
Sul fronte sportivo, Marco Tardelli, campione del mondo 1982 e Goodwill Ambassador del CWMUN, ha curato un panel sul lo sport come strumento di pace, con le testimonianze dell’olimpionico ucraino Vladislav Heraskevych, squalificato dai Giochi di Milano-Cortina 2026 per aver gareggiato con un casco dedicato ai colleghi caduti in guerra, e dell’ex calciatrice iraniana Shiva Amini, rifugiata all’estero dopo aver giocato senza hijab. A completare la sessione, l’ex attaccante del Milan Alexandre Pato ha discusso del ruolo dello sport nella costruzione del carattere e della leadership.
Spicca la presenza catanese. Enrico Trantino, sindaco della Città Metropolitana di Catania, è volato a New York per intervenire a un panel sulla governance urbana nell’era dell’intelligenza artificiale e dello sviluppo tecnologico, insieme a Francesco Boccia, presidente dei senatori del Partito Democratico, e all’europarlamentare Dario Nardella. Un confronto di alto profilo che ha messo a fuoco le sfide della pubblica amministrazione locale di fronte alla trasformazione digitale, offrendo ai giovani delegati un punto di vista concreto su come le città si preparano a governare il cambiamento.
Il programma del CWMUN 2026 propone numerosi side events con protagonisti gli studenti siciliani. L’avvocato Trantino incontrerà i ragazzi che rappresentano l’Università di Catania e gli istituti superiori della città etnea: lo Spedalieri, il Cutelli, il Galileo Galilei, il Principe Umberto, il Vaccarini, il Cannizzaro, il Convitto Cutelli e il Lombardo Radice. Un momento che rafforza il legame tra le istituzioni cittadine e i giovani ambasciatori del territorio in un contesto internazionale di primo piano.
Tra gli appuntamenti più attesi, anche l’incontro con l’avvocato Felice Giuffrè, componente del Consiglio Superiore della Magistratura, e la professoressa Ida Nicotra con gli studenti della Scuola Superiore di Catania: un dialogo tra alte istituzioni della Repubblica e le nuove generazioni accademiche del capoluogo etneo, a testimonianza della qualità della rappresentanza catanese al forum.
Dopo l’inaugurazione al Palazzo di Vetro, il presidente dell’Associazione Diplomatici Claudio Corbino ha salutato in un momento informale ospiti e partner della manifestazione. Tra i presenti anche Salvatore Palella, editore del quotidiano La Sicilia e newyorkese d’adozione, a suggellare ulteriormente la forte impronta isolana di un progetto che ha mosso i primi passi a Catania prima di diventare la principale piattaforma mondiale per studenti.
Il CWMUN è una storia siciliana cresciuta su scala globale. Dall’intuizione dell’Associazione Diplomatici — oggi ONG con Status Consultivo presso l’ECOSOC dell’ONU — l’iniziativa è arrivata a coinvolgere, in questa edizione, giovani da oltre 140 nazioni, con circa duemila italiani presenti. I quattrocento studenti siciliani che in queste ore animano le sale conferenze di Midtown Manhattan non sono solo delegati di una simulazione, per quanto prestigiosa: rappresentano l’esito di un percorso formativo che parte dalle scuole e approda nel cuore della diplomazia internazionale.
“Viviamo una fase storica segnata da tensioni geopolitiche, conflitti e trasformazioni profonde degli equilibri globali”, ha dichiarato Corbino. “Qui i ragazzi assumono una postura adulta, esercitano il pensiero critico e scoprono che la diplomazia non è correlata alla vittoria, ma alla comprensione dell’altro”.