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la strage sott'acqua

Maldive, ecco la grotta della morte: le prime sconvolgenti immagini

Dalla luce naturale all'oscurità fatale dei sedimenti corallini: il racconto fotografico dell'arduo recupero dei corpi. L'inchiesta si allarga ora alle autorizzazioni universitarie della missione

22 Maggio 2026, 17:59

18:00

Le prime, drammatiche, immagini della caverna di Thinwana Kandu, la trappola sottomarina nell’atollo di Vaavu, alle Maldive, dove hanno perso la vita cinque subacquei italiani, sono state diffuse da Dan Europe, organizzazione specializzata nelle assicurazioni per attività subacquee.

Gli scatti, pubblicati sui canali social dell’ente, documentano l’operazione estrema e complessa condotta da tre sub-speleologi finlandesi per il recupero dei corpi.

Le fotografie restituiscono i due volti opposti di un ambiente mortale: l’accesso alla grotta appare quasi rassicurante, con la luce naturale che filtra dall’ingresso; procedendo verso l’interno, però, l’antro rivela la sua reale pericolosità.

I passaggi si fanno via via più angusti e soffocanti; in queste sezioni, spiegano i soccorritori, l’orientamento diventa difficilissimo e la visibilità può annullarsi in pochi istanti per il pericoloso rimescolamento dei sedimenti corallini.

Mentre il mare restituisce le immagini del luogo della tragedia, a terra proseguono serrate le indagini per ricostruire la sequenza degli eventi e accertare eventuali responsabilità.

A Genova è stato ascoltato come testimone chiave Stefano Vanin, entomologo forense e docente del Distav-Unige, che si trovava a bordo dell’imbarcazione Duke of York insieme alle vittime: la professoressa Monica Montefalcone con la figlia Giorgia, la ricercatrice Muriel Oddenino, il neolaureato Federico Gualtieri e il capobarca Gianluca Benedetti.

Secondo indiscrezioni, Vanin avrebbe già consegnato agli inquirenti materiale ritenuto cruciale, tra cui i dispositivi elettronici appartenuti alle vittime, immediatamente trasmessi alla Procura di Roma, titolare del fascicolo.

L’attività investigativa si sta allargando: saranno sentiti anche altri due docenti universitari, non presenti al momento dell’incidente, per chiarire in via definitiva l’inquadramento amministrativo, le modalità operative e le autorizzazioni che disciplinano queste "crociere scientifiche".