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Chiudono a Catania quasi tutti i negozi cinesi: ma a perderci è anche la città

Di Redazione
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CATANIA - La “serrata” dei negozi gestiti da cinesi in tutta la città è iniziata ufficialmente giovedì scorso, e le conseguenze stanno iniziando a farsi sentire. Anche perché da loro ci si serviva “per risparmiare”, trovando un po' di tutto ciò che serve a casa, ma anche nella telefonia, nel materiale scolastico, abbigliamento e calzature, e non solo. C'è chi espone un pacato cartello “chiuso per ferie”, chi fino al 1 marzo, alcuni fino al 5. Ma c'è anche chi è più esplicito, come l'attività di via Filzi che nel cartello spiega “in merito alla situazione attuale abbiamo deciso di sospendere l'attività dal giorno 27 febbraio. Riapriremo quando la situazione si sarà calmata”. Poi c'è chi, come il grande negozio di via del Rotolo, usa parole che dovrebbero essere come macigni in una città dove l'emergenza Coronavirus non è stata dichiarata: “a causa della ridotta quantità di clienti dovuta alla generale situazione di panico causato dal virus, abbiamo deciso di chiudere momentaneamente. Riapriremo quando la situazione si sarà calmata. Grazie per la vostra comprensione”.

Grazie? Comprensione? Tenuto conto che la maggior parte dei dipendenti di questi negozi sono giovani catanesi e del volume d'affari di queste attività, ormai ampiamente assodato, c'è ben poco da ringraziare chi per “paura” ha volontariamente iniziato a disertare ogni negozio con “gli occhi a mandorla” senza alcun giustificato motivo. Tanto che supermercati, uffici pubblici, teatri e ristoranti vengono regolarmente frequentati, autobus e metropolitana continuano a svolgere il loro servizio pubblico e le scuole sono aperte.

 

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