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Vincenzo Puccio, un prete che va di corsa....con la benedizione del Papa

Il sacerdote-fondista ha partecipato alla 11ª Messina Marathon, continuando così a coltivare questa passione antecedente alla scelta del sacerdozio

Catania - La prima maratona del 2019 in Italia è coincisa ieri a Messina con l’esordio di un tesserato della neonata Athletica Vaticana. L’11ª Messina Marathon è andata all’emiliano Lorenzo Lotti (2h31’53”) che ha preceduto il siciliano Vincenzo Puccio, il prete trapanese adesso parroco in una chiesa a Barcellona Pozzo di Gotto che ha chiuso in 2h38’55” lontano dal personale ottenuto nel 2015 in 2h29’. Puccio che prima di diventare prete correva i 3000 piani in 8’17” e i 5000 in 14’25”, è allenato da Tomaso Ticali il tecnico della campionessa d’Europa Anna Incerti e del vicecampione del Mondo di maratona Vincenzino Modica, che lo segue da sempre dopo averlo scoperto una gara studentesca.

«Anche oggi correndo ho testimoniato il Vangelo - a fine gara Puccio, che ha corso con tanto di benedizione di Papa Francesco - e voglio ringraziare tutti i miei amici e il prof. Ticali. Oggi per me è stato un test visto che sto preparando la 100 km del Passatore e sono onorato di difendere i colori dell’Athletica Vaticana». La storia del prete-fondista continua, con il buon Vincenzo che tutti ricordiamo in pista protagonista nei primi anni della sua carriera svettare davanti a tutti. «Sono contento della gara di oggi - continua padre Vincenzo, classe 1974 - e soprattutto con la mia presenza dare un segnale in momento che vede il mondo cambiare. Lo sport ha valori universali ed è una sorgente inesauribile di equilibrio e di valori. Ho faticato tanto e adesso spero che anche con fatica si rialzi presto anche Messina: se crediamo in certi valori dobbiamo faticare».«Vincenzo Puccio è di Vita un centro trapanese - racconta il prof. Ticali - l’ho conosciuto in un campionato regionale studentesco in pista ad Enna. Non ha vinto e dopo mi ha chiesto se lo potevo allenare perché non aveva un tecnico.

Dopo qualche anno che lo seguivo si è trasferito a Bagheria insieme al fratello Giuseppe e alloggiavano in una casa della nonna di mia moglie. In questa casa abitava alcuni anni prima padre Chiello (fratello della nonna di mia moglie) parroco della Chiesa del Santissimo Sepolcro. Quella casa era piena di santini e foto di padre Chiello, dopo alcuni anni Vincenzo mi disse che aveva avuto una chiamata del signore e che voleva farsi prete. Così si è trasferito a Mazara del Vallo dove ha frequentato il seminario e il liceo classico. Successivamente ha frequentato l’Università a Roma e si è laureato in teologia. Da atleta era in continua crescita così come il fratello che migliorava a vista d’occhio». «Vincenzo - continua Ticali - ha corso gli 800 in 1’54’’ vincendo i tricolori militari e poi a Palermo doveva fare da lepre in un 1500 all’azzurro Giuliano Battocletti e invece lui è partito in testa e ha vinto in 3’51’’. Poi, al Seminario suo malgrado a dovuto smettere di correre, dopo che è diventato prete mi ha ricontattato perché aveva ancora dentro questa passione della corsa e nel 2015 ha corso la maratona di Treviso in 2h29’’ e all’inizio ha dovuto lottare contro alcuni rappresentanti della chiesa che gli hanno vietato di correre. Adesso a Messina ha fatto l’esordio con la maglia dell’Athletica Vaticana con tanto di benedizione del santo padre Papa Francesco».

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