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Claudio Gioè: «In Makari il mio Lamanna lotta per la dignità nei diritti di un popolo»

Di Redazione
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Lo splendore di una terra, nonostante svariati tentativi di trasformarla in area dismessa o quasi, fortunatamente finiti nel nulla. La ricchezza della storia, le contaminazioni avvenute nei passaggi epocali, le radici indelebili che l'hanno avuta vinta nella sfida agli anni di collusione e degrado sociale.

L'attuale stagione, togliendo le precarietà di una pandemia sotto ogni aspetto, è una stagione leggera per la Sicilia, nel senso migliore del termine, osservandola dal lato artistico.

La conferma di "Montalbano", "Colapesce & Dimartino", quasi vincitori a Sanremo 2021, le vendite di "My mamma", dopo la partecipazione al festival per "La Rappresentante di Lista", gli ascolti di "Makari", un passaggio di testimone che parte da "Puntasecca", per arrivare agli scenari naturali della Sicilia Occidentale.

Quattro episodi strettamente legati al volto di Claudio Gioè, reso celebre da un personaggio contrapposto, Totò Riina di qualche anno fa in "Il Capo dei Capi", al Saverio Lamanna, uscito fuori dalla scrittura di Gaetano Savatteri.
Coste, anfratti sul mare trapanese dominano nella descrizione filmica, ambientata tra San Vito Lo Capo, Scopello e la stessa Makari, insieme ai tratti di "Peppe Piccionello" e "Suleima", rispettivamente Domenico Centamore e Ester Pantano.

La transizione da un personaggio cinico ad un disadattato che trova rifugio nella sua terra.
Totò Riina, determinato nella frenesia di potere e sangue, Saverio Lamanna reduce da una esperienza negativa al Ministero dell'Interno, cerca rifugio e nuovi stimoli nella terra nativa.

"Makari", vive sul contrasto "Lamanna - Piccionello"
Io cerco solo serenità, reduce da una vita disordinata e pressapochista, "Piccionello" è la spia che si accende per farmi riflettere sugli affetti e le proprie radici.

Che funzioni ha la memoria?
Superfluo descriverne l'importanza, permette di analizzare buoni propositi e aspetti poco felici del passato, andando incontro al presente per acquisire dignità nei diritti di un popolo, il futuro della Sicilia consiste nella lucida visione di conquistarli.

La narrazione avviene in luoghi affascinanti.
Il girato si è svolto dal mese di agosto dell'anno scorso, per chiudersi nei mesi finali con le dovute attenzioni per l'emergenza sanitaria, sottolineo l'importanza che la produzione ha avuto nel tutelarci seguendo le prassi.

Pensavi ad un riscontro di ascolti notevoli.
Nessuno di noi pensava ad un risultato entusiasmante, la vita ti riserva gradevoli sorprese, ancora più apprezzabili in un momento dove lo stato d'animo della gente è poco sereno.

Claudio Gioè, Filippo Luna, Domenico Centamore, Ester Pantano, anche Tuccio Musumeci.
Uno spasso lavorare accanto ad una persona di tale bagaglio artistico ed umano, il cast era intimidito dalla sua storia di attore, una gioia vederlo partecipare al lavoro di squadra nei vari momenti della realizzazione.

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