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moda

Il ritorno dello stile Mod e le icone degli anni ’60 e 70'

Occhiali oversize, borse e orecchini importanti rivisitano il guardaroba di Edie Sedgwick sotto la lente dell'estetica contemporanea

18 Settembre 2026, 18:37

La New York Fashion Week, appena andata in scena e dedicata alle collezioni donna primavera/estate 2027, ha visto il ritorno sulle sue passerelle della fashion house Diane von Furstenberg.

Il glamour dello Studio 54, la sensualità 70s della maison e il suo leggendario wrap dress, ideato dalla fondatrice dell’omonima maison, rivivono oggi sotto l’egida del nuovo e talentuoso direttore creativo Henry Zankov che dichiara:

“Diane mi ha sempre detto che è tutta una questione di “body language”, di linguaggio del corpo. Da lei
ho imparato a lavorare con il corpo: a capire come si muovono gli abiti, come rivelano, come comunicano. Sono cresciuto circondato da donne forti, quindi essere qui oggi mi fa sentire completamente a casa.
Per me la moda è una forma di comunicazione e ciò che voglio esprimere con questa collezione è semplice: sono abiti che seducono, alle loro condizioni”.

Abiti fluidi in color blocking di jersey leggerissimo o chiffon dialogano con il drappeggio delle sciarpe e con le sete tagliate in sbieco, avvolgendo il corpo tra stampe animalier dell’archivio che vengono reinterpretate mediante nuove silhouette.

Una seduzione non convenzionale quella che ha sfilato sull’High Line del Meatpacking District, luogo legato alla maison americana e alla sua fondatrice, dove la caduta di una scollatura scopre il corpo con una naturalezza effortless.

Tra gli altri highlights di questa fashion week newyorkese ricordiamo anche Tory Burch che ha sfilato all’Isamu Noguchi Sunken Garden con la sua collezione dove: "Una femminilità opulenta incontra il pragmatismo americano attraverso lo sguardo di una collezionista. La Primavera/Estate 2027 esplora la psicologia dietro al modo in cui le donne costruiscono il proprio stile. Cercano bellezza, funzionalità e ironia, la gioia di vestirsi”, ha affermato la stilista e founder dell’omonima maison.

Qui una palette colori fatta di tonalità vibranti come corallo, turchese, viola, menta, vermiglio e giallo burro, in contrasto con marroni profondi e neutri dalle tonalità fredde, incontra il “more is more” delle decorazioni artigianali che prende forma attraverso ricami metallici, cardigan con bordi smerlati effetto pie-crust e filati a pois. Piume artigianali dall’effetto pittorico, poi, diventano elementi materici per sciarpe e pompon, drappeggiati sulle spalle o sulle borse. In passerella, però, spicca anche la nuova shopper Lee Radziwill ispirata alla semplicità del sacchetto di carta reinterpretato con manici ultrasottili.

Concludiamo con il modernismo architettonico di Michael Kors che ha sfilato al Museum of Modern Art’s Sculpture Garden di New York: "La collezione è fortemente incentrata sul modernismo, sull'architettura straordinaria e su elementi senza tempo", afferma lo stilista dell’omonima fashion house Michael Kors che continua: "Per me, qualsiasi cosa io crei, deve resistere alla prova del tempo, ma deve anche essere qualcosa che ti dia gioia, ti sollevi lo spirito, ti faccia cambiare prospettiva e ti spinga a pensare in modo diverso. Mi piace osservare le persone e sono stato molto ispirato dall'idea di luoghi in cui convergono stili diversi: musei, gallerie e inaugurazioni”.

Nelle sue creazioni la sartorialità essenziale incontra silhouette snelle e abiti scultorei sulle note della strepitosa custom soundtrack realizzata dal compositore Sebastien Perrin che riprende la mitica Sunday Morning di The Velvet Underground. Righe e quadretti, motivi floreali pittorici e inaspettati blocchi di colore derivano dall'ambientazione artistica della sfilata, in una palette che vive tra black & white, tonalità vibranti che spaziano dal verde dell'erba e al giallo girasole al corallo e al blu delle onde. I richiami 60s evidenti negli accessori quali borse, occhiali oversize e orecchini importanti, presi in prestito dal guardaroba di Edie Sedgwick, e dello stile Mod rivivono qui sotto la lente di un'estetica contemporanea.