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Londra, la regina dà forfait: torna l'allarme

A causa di un "mal di schiena" Elisabetta, 95 anni, non ha partecipato alla cerimonia  in onore caduti. Il ritorno in pubblico è ancora rinviato

Di Redazione

 «Brutto colpo» per le attese di tanti britannici e le speranze di una rassicurazione definitiva - anche fra gli ammiratori sparsi per il mondo - sulle condizioni di Elisabetta II. L’annunciata rentrée in pubblico della 95enne matriarca di casa Windsor è rinviata ancora, a data da destinarsi. La regina ha infatti dovuto rinunciare - ufficialmente per un improvviso problema alla schiena - alla prevista partecipazione al rito conclusivo domenicale delle commemorazioni di questa settimana in onore dei caduti di guerra: evento sentitissimo per il quale ella stessa aveva fatto sapere di voler tornare «fermamente» in pista, dopo quasi un mese di riposo forzato impostole dai medici di corte; e il cui programma Buckingham Palace aveva confermato nero su bianco appena 2 giorni fa. 

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 La doccia fredda è arrivata invece poche ore prima della cerimonia. Una breve nota di palazzo ha annunciato che, contrariamente ai piani, Sua Maestà non avrebbe potuto assistere dal balcone del Foreign Office all’annuale servizio nazionale che rappresenta il culmine del Remembrance Day: come è solita fare dal 2017, ossia da quanto ha delegato il principe Carlo - eterno erede al trono che proprio oggi compie 73 anni - a deporre la tradizionale corona di papaveri rossi in onore di veterani e vittime della Prima Guerra Mondiale, e per estensione dei caduti di tutte le guerre britannici e di tutti i Paesi del Commonwealth, dinanzi al cenotafio di Londra. «La Regina - si legge nel testo -, avendo subito uno stiramento alla schiena, ha deciso questa mattina con grande rammarico di non poter presenziare al Remembrance Sunday Service presso il Cenotafio. Sua Maestà è dispiaciuta di dover mancare, ma, come negli ultimi anni, una corona sarà deposta a suo nome dal Principe di Galles». Il comunicato assicura che il mal di schiena a cui si fa riferimento non avrebbe nulla a che vedere con i problemi che hanno indotto il mese scorso i medici a suggerire tassativamente alla monarca un periodo di riposo nel castello di Windsor, protrattosi poi per diverse settimane, con la cancellazione di tutti gli impegni legati a viaggi e spostamenti: inclusa la prevista visita alla conferenza internazionale sul clima CoP26 terminata ieri a Glasgow. Un periodo durante il quale l'inossidabile figlia di Giorgio VI non ha mancato di farsi riprendere in un messaggio registrato rivolto ai leader del mondo per sollecitarli a un’azione più concreta contro il surriscaldamento del pianeta che minaccia «chi verrà dopo di noi», o persino alla guida della sua Jaguar nel parco del castello; ma che l’ha vista anche costretta a un rarissimo ricovero in ospedale di circa 24 per imprecisati «accertamenti preliminari». 

 


 Come che sia, l’assenza ha fatto rumore, in un giorno simbolo per la nazione suggellato dai classici due minuti di silenzio in ricordo dei soldati sacrificatisi per la patria. Una ricorrenza - riaperta alla presenza di 10.000 reduci delle forze armate dopo l’appuntamento dimesso del 2020 causa emergenza Covid - alla quale, con Carlo, sono sfilati i vertici politici e militari del Paese, dal premier conservatore Boris Johnson al leader dell’opposizione laburista Keir Starmer, sotto gli occhi del resto della dinastia quasi al gran completo: la consorte di Carlo, Camilla, duchessa di Cornovaglia; i duchi di Cambridge, William e Kate; il figlio minore della regina Edoardo con la moglie; nipoti, cugini e procugini vari dei rami più altolocati della Royal Family. Ed è un’assenza che rappresenta «un brutto colpo» - per la casa regnante, come per i sudditi e per le istituzioni del Paese tutto - persino nelle parole di Jonny Dymond, uno dei paludatissimi corrispondenti reali della Bbc. 

 

 


 Dymond cita una fonte di palazzo stando alla quale questo «mal di schiena» spunta in effetti sullo sfondo di una tempistica che "più incredibilmente sfortunata» non avrebbe potuto essere. Dando il segno di una difficoltà che si protrae, a dispetto della formidabile tenuta della fibra di Sua Maestà in rapporto all’anagrafe, e che non può non alimentare nuove preoccupazioni. O almeno interrogativi sul futuro della corona a pochi mesi dalle celebrazioni del Giubileo di Platino destinati a esaltare i 70 anni sul trono britannico della sovrana dei record.

 

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