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"CarlottaXAil" per il secondo anno sostiene la ricerca: a Catania premiato progetto su anemie emolitiche autoimmuni

Premio nazionale in ricordo dell’arch. Carlotta Reitano alla torinese Candida Vitale

Di Redazione

«C’è stata una partecipazione più ampia rispetto allo scorso anno e ci fa davvero piacere che nel 2022 sia stata una donna a vincere questo Premio nazionale dedicato all’attività di ricerca scientifica: speriamo di far crescere questa iniziativa e di coinvolgere sempre più sanitari che si adoperano per la ricerca sulle malattie ematologiche». Così l’architetto Alessandro Amaro, vicepresidente Ail e ideatore del Premio “CarlottaXAil”, commenta la seconda edizione dell’iniziativa in ricordo della moglie Carlotta Reitano, ex presidente della Fondazione degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori di Catania e volontaria Ail, scomparsa prematuramente nel 2020.

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La premiazione, avvenuta ieri mattina (domenica 18 settembre) a Palazzo della Cultura, ha visto come vincitrice il medico ematologo torinese Candida Vitale, che si occupa di «studiare in laboratorio il rapporto tra alcune patologie tumorali e il sistema immunitario – spiega la ricercatrice trentottenne - ho partecipato al Premio con un mio lavoro eseguito in collaborazione con diversi Centri di ricerca italiani, in cui sono state valutate le caratteristiche delle anemie emolitiche autoimmuni in pazienti leucemici trattati con farmaci non chemioterapici (diretti su bersagli molecolari)».

Un settore, quello della ricerca, su cui occorre puntare: «Nel campo delle cure dei tumori i progressi sono stati notevoli, in alcuni casi si può parlare davvero di guarigione quasi totale», sottolinea Riccardo Bottino, presidente Ail Catania.

«In Ematologia la ricerca ci permette di avere farmaci innovativi, nuove strategie terapeutiche meno tossiche che riescono a ottenere risultati sempre migliori per la cura dei pazienti», commenta Francesco Di Raimondo, direttore dell’Istituto di Ematologia dell’Università di Catania. «Un tempo una diagnosi di leucemia era una sorta di condanna a morte: oggi nel giro di pochi decenni abbiamo quasi il 70% di guarigioni e questo si deve soprattutto alla ricerca, la quale va potenziata e su cui si deve investire», afferma il presidente Ail Italia Giuseppe Toro. A parlare di “qualità della vita del malato”, invece, è Giuseppe Palumbo, direttore della Scuola di Specializzazione in Ematologia dell’Università di Catania: «In molteplici casi riusciamo a cronicizzare anche i casi più gravi, migliorando la qualità di vita del paziente: un aspetto che prima veniva sottostimato e che invece oggi rappresenta una delle priorità su cui intervenire. I giovani sono fondamentali per la ricerca, sia perché hanno la mente aperta e brillante, sia perché sono disposti al sacrificio che lo studio richiede».

Un Premio che rappresenta una vera azione per aiutare a fare sempre meglio e a dare speranza per il futuro, come aggiunge Amaro: «L’intento del Premio “CarlottaXAil” è sostenere la Medicina e ricordare l’attività che faceva mia moglie, come volontaria e membro del consiglio di amministrazione Ail Catania».

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