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«DL Sostegni bis, norma su caro-materiali: Ance Catania a supporto delle imprese edili con uno sportello dedicato»

Istituito Fondo per adeguamento e compensazione: buone notizie per le imprese di costruzione, oggi in affanno per il maxi-rincaro delle materie prime

Di Redazione

CATANIA – Compensare i costi in eccesso a causa del caro-materiali e rimettere in moto la filiera edilizia dei lavori pubblici, che ha subito tangibile rallentamento a seguito della pandemia e dell’aumento vertiginoso dei prezzi delle materie prime. È questa una delle novità del decreto Sostegni Bis: «Si tratta di un grande risultato ottenuto da Ance Nazionale per consentire la prosecuzione dei cantieri in corso a causa di spese divenute oramai insostenibili, che in molti casi hanno spinto alla rescissione contrattuale», commenta il presidente di Ance Catania Rosario Fresta.

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In questa direzione si muove la norma contenuta nel decreto Sostegni Bis: «Dal prossimo 24 luglio, data della possibile conversione in legge, sarà introdotto il meccanismo di compensazione a favore delle imprese edili operanti nel settore delle opere pubbliche, per i lavori in corso di esecuzione già contabilizzati nell’arco di tempo compreso tra l’1 gennaio e il 30 giugno di quest’anno – spiega Giuseppe Costantino, vicepresidente di Ance Catania e componente ROP (Referente Opere Pubbliche) di Ance Nazionale – ciò consentirà di fronteggiare i rincari di metalli, plastiche, calcestruzzo e bitumi, che hanno destabilizzato gli equilibri economico-finanziari delle opere appaltate».

Quali sono i passaggi fondamentali? «Entro il 31 ottobre – risponde Costantino – il ministero delle Infrastrutture rileverà le variazioni percentuali superiori all’8% relative al primo semestre 2021. Dal momento della pubblicazione dei relativi decreti ministeriali, l’impresa avrà 15 giorni, a pena di decadenza, per richiedere la compensazione a copertura dei danni conseguenti all’aumento dei costi.». Come spiegato dal vicepresidente di Ance Catania, il danno economico rilevato dall’impresa verrà coperto in parte nei limiti del 50% dalle risorse previste nel quadro economico, il resto verrà compensato attraverso un apposito fondo per l’adeguamento, che al momento prevede 100 milioni di euro. Inoltre, ulteriori risorse deriveranno dal recupero dei ribassi d’asta da parte delle varie Amministrazioni, in qualità di stazioni appaltanti.

Una misura che permetterà all’Italia di mettersi al pari con gli altri Paesi dell’Unione Europea: «L’auspicio – aggiungono Fresta e Costantino, in linea con quanto espresso da Ance Nazionale – è che questo meccanismo di compensazione possa essere esteso ai cantieri privati, fondamentali per la ripresa e per la riqualificazione delle città. E ci auguriamo che venga introdotto a livello normativo, per far fronte a casi eccezionali e imprevisti come la pandemia ancora in corso. Intanto – concludono – il nostro impegno è quello di creare e mettere a disposizione uno sportello apposito per fornire a Enti, imprese associate o che vogliano associarsi, tutti i chiarimenti necessari, fornendo supporto per la finalizzazione dell’iter burocratico previsto dalla nuova normativa».

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