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Ance Catania punta i riflettori sugli appalti pubblici: «Proroga delle procedure semplificate e aumento del subappalto»

Semplificazioni bis: innovazione, green economy e inclusione delle PMI

Di Redazione

CATANIA – Accelerazioni e snellimento delle procedure in materia di opere pubbliche di particolare complessità o di rilevante impatto, con un particolare sguardo ai progetti rientranti nel PNRR. Questi sono gli obiettivi della conversione in legge del decreto Semplificazioni bis, che ha apportato modifiche alle norme riguardanti i contratti pubblici e il subappalto.

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La conversione nella legge 108 del 29 luglio 2021 «ha inciso e trasformato alcune direttive sui limiti del subappalto e sull’aggiudicazione dei lavori pubblici, prorogando al 30 giugno 2023 alcune procedure semplificate, ex decreto legge Semplificazioni n. 76/2020, convertito in legge 120/2020 – ha commentato il presidente di Ance Catania Rosario Fresta, in occasione del webinar organizzato dai Costruttori etnei – tra i provvedimenti del Governo, alcuni sono volti a regolamentare specificatamente i lavori legati ai fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e del Piano Nazionale per gli investimenti Complementari».

Dunque, il quadro normativo degli appalti pubblici diventa ancora più articolato – e paradossalmente complesso – nonostante l’obiettivo finale: quello della semplificazione degli affidamenti dei lavori pubblici. Le novità apportate dagli articoli 49 e 51 della legge n. 108 del 29 luglio 2021, infatti, incidono non solo sulla disciplina ordinaria del Codice dei Contratti, ma anche su quelle emergenziali dello Sblocca Cantieri e del decreto Semplificazioni, redatto ad hoc per rispondere alla crisi pandemica.

Durante i lavori, moderati dal vicepresidente di Anche Catania Giuseppe Costantino, i chiarimenti degli avvocati Bruno Urbani (Direzione Opere Pubbliche di Ance) e Mariano Maggi (fouding partner MMZ Studio legale) hanno fatto luce su molti punti. Tra questi, di grande importanza quelli relativi al subappalto, il cui aumento risponde ad alcune richieste presentate ripetutamente al Governo da Ance: infatti, cresce dal 30 al 50% dell’importo complessivo del contratto di lavori, servizi o forniture fino 31 ottobre 2021. Dall’1 novembre 2021 viene a cadere il limite del subappalto. Le Stazioni Appaltanti dovranno adeguatamente motivare le prestazioni e le lavorazioni che dovranno essere eseguite direttamente dall’aggiudicatario. Resta comunque il divieto di cessione dell’appalto.

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