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Riqualificazione e occupazione: valorizzare le eccellenze del territorio per non perdere i finanziamenti del PNRR

Presenti all’incontro il sottosegretario del MIMS Giancarlo Cancelleri e l’assessore alle Infrastrutture della Regione Siciliana Marco Falcone

Di Redazione

CALTAGIRONE – Rivedere il rapporto tra enti pubblici e privati, creando nuove opportunità per i professionisti, cercando di cogliere insieme l’opportunità del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Sono questi i punti chiave emersi nel corso del seminario organizzato dall’Ordine e dalla Fondazione degli Ingegneri di Catania, in collaborazione con l’Associazione Ingegneri del Calatino, in cui - a più riprese - è stato sottolineato «il necessario cambio di regole nelle assunzioni, favorendo la partnership tra professionisti ed Enti pubblici, per far fronte alla carenza di personale negli uffici tecnici».  

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Questo il punto focale per il sottosegretario al ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibile Giancarlo Cancelleri, che individua nella sinergia tra le parti «l’unica via percorribile per non sprecare i fondi del PNRR, creare nuova occupazione, realizzare nuove infrastrutture e avviare un processo di riqualificazione e rigenerazione indispensabile per ridurre il divario con il Nord. Un treno che non passa tutti i giorni». 

Nuove risorse, non solo economiche, «che permetterebbero di accorciare i tempi per la realizzazione delle opere – commenta l’assessore alle Infrastrutture della Regione Siciliana Marco Falcone – per cui occorre anche uno snellimento burocratico. L’insieme di questi due fattori sono imprescindibili per il bene della collettività e per incentivare il lavoro dei professionisti. In tal senso – prosegue – il Governo Regionale ha dato risposte concrete, passando da meno di 100 incarichi assegnati nel 2017 agli oltre 800 nel 2021». 

Sono 82 i miliardi di euro destinati complessivamente al Sud – Campania, Puglia, Calabria e Sicilia - «un piano Marshall finalizzato a riqualificare un tessuto sociale fortemente colpito dalla pandemia e ridefinire il futuro dei nostri territori, attraverso un dialogo costruttivo tra politica nazionale, locale e professionisti – dichiara il sindaco di Caltagirone Fabio Roccuzzo – un percorso che nel nostro Comune ha già dato dei risultati in termini di digitalizzazione e recupero di aree degradate». 

«Un piano straordinario – aggiunge il presidente degli Ingegneri etnei Mauro Scaccianoce – in cui giocherà un ruolo chiave non solo una progettazione adeguata, ma anche la grande preparazione delle eccellenze del nostro territorio. Sono tanti i professionisti qualificati che, anche a seguito della pandemia, pagano un enorme gap di fatturato rispetto alle grandi società di ingegneria. Per far sì che questa forbice non si allarghi e per evitare la fuga di cervelli – sottolinea – credo sia importante da un lato promuovere un piano straordinario di assunzioni di ingegneri, architetti e geologi, dall’altro utilizzare le attuali procedure previste dalle norme per far sì che una parte dei servizi di ingegneria possano rimanere sul territorio». Riflessione a cui si lega anche il presidente della Fondazione Filippo Di Mauro, evidenziando «la presenza di professionisti di alto profilo pronti a rispondere alle esigenze del PNRR, per dare il loro contributo in questa grande occasione per il Paese». Anche per Massimo Aparone, presidente dell’Associazione Ingegneri del Calatino, «è importante il dialogo tra ministero, professioni e istituzioni, attraverso uno scambio reciproco di informazioni che porti beneficio al territorio». 

In questo arricchimento di conoscenze – per l’occasione moderato da Sebastiano Russo di Tecnica e Costruzione – un ruolo chiave è ricoperto dall’Università. Presente, infatti, il professore ordinario di Tecnica e Pianificazione Urbanistica dell’ateneo di Catania Fausto Carmelo Nigrelli, che ha posto l’attenzione su alcune criticità e potenzialità della provincia etnea e della Sicilia, quali il riutilizzo delle aree dismesse e l’agrivoltaico.

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