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Settore edile incide per il 50% su emissioni: Architetti parte attiva per l'Agenda 2030

Iniziative su sostenibilità ambientale nel corso della manifestazione Ecomed – Progetto Comfort

Di Redazione

CATANIA – Lanciare spunti di riflessione attraverso un confronto sul ruolo dell’Architettura e degli architetti nella gestione del cambiamento climatico: questo lo scopo del convegno “Azzurro, Verde, Marrone”, organizzato dall’Ordine e dalla Fondazione degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori e dal Coordinamento Giovani Architetti di Catania (consigliera delegata dell’Ordine Martina Arena). Un incontro tenutosi ieri pomeriggio – 8 aprile – presso il centro fieristico “Le Ciminiere” e inserito nella cornice di Ecomed – Progetto Comfort 2022, dedicato alla sostenibilità ambientale.

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«Ci sono già risorse, strumenti e attività messi in campo dall’Unione Europea per rispondere alle nuove esigenze climatiche», ha dichiarato in apertura l’architetto Mario Caruso, promotore dell’evento. «Tra queste LevelS – ha proseguito – un framework (un sistema di indicatori chiave di performance) dove vengono definite le operazioni che devono essere controllate e verificate dai progettisti e dai costruttori, che fornisce un linguaggio comune per le prestazioni di sostenibilità in edilizia. Il tutto – ha aggiunto – rientra nell’ambito di un processo di cambiamento nel settore delle costruzioni, che oggi, a livello europeo incide per circa il 50% sulle emissioni di carbonio».

«Un cambio di passo a livello territoriale – ha proseguito Caruso – potrà arrivare dall’attenzione che l’Amministrazione comunale di Catania sta ponendo nella pianificazione e nella redazione del nuovo Piano Urbanistico Generale, a cui si deve affiancare la necessaria attenzione alle politiche di sostegno, quali Eco e Sismabonus».

Nel confronto con professionisti ed esperti internazionali, a dare una risposta sul ruolo che potranno rivestire gli architetti è stata Caterina Borruso di STEP, strategic team of planning dell’Agenda 2030 della Città Metropolitana di Catania: «Puntiamo a una strategia che delinei le direttrici per lo sviluppo nel breve e medio periodo dell’area metropolitana etnea, rispondendo alle necessità economiche, sociali e ambientali – ha spiegato – un piano di sviluppo che non può prescindere dalle competenze e dall’occhio tecnico degli architetti. Una serie di incontri che avremo con tutti i principali stakeholders, al fine di avviare interventi apripista per una nuova progettazione».

Su questo aspetto è intervenuto anche il presidente dell’OAPPC di Catania Sebastian Carlo Greco, ribadendo che «non ci si può approcciare alla pianificazione di un territorio senza conoscerne le peculiarità. Motivo per cui ci siamo dotati di un Osservatorio sul Piano Strategico della Città Metropolitana di Catania, per dar seguito agli input del Consiglio Nazionale degli Architetti e del New Bauhaus dell’Unione Europea, che puntano sulla creatività, un aspetto peculiare e distintivo della nostra professione. Il titolo del convegno di oggi – ha commentato – richiama i colori a cui associamo la natura e la presenza dell’uomo. La transizione ecologica rappresenta un punto fondamentale per una città e un futuro migliori. E in questo vogliamo essere parte attiva, indirizzando la politica attraverso un approccio propositivo».

«La nostra città merita architettura di qualità, in un processo reale di trasformazione degli edifici e dei centri urbani – ha dichiarato la presidente della Fondazione Eleonora Bonanno – e per questo occorre un processo di formazione e informazione che crei una “cultura della domanda”. Un percorso in cui la rivisitazione degli immobili, su tutti quelli scolastici, deve rappresentare il punto di partenza, ricordando che, nella progettazione, il valore non è dato dalle dimensioni, perché ogni intervento merita la stessa attenzione e un identico approccio etico riguardo la sostenibilità».

A conferma di quanto detto l’iniziativa volta a coinvolgere i bambini degli istituti scolastici, le cui opere sono state esposte in uno stand allestito nell’ambito dell’iniziativa e del convegno, grazie al gruppo “Scuola e Cultura” (consigliere delegato della Fondazione Giovanni Longhitano): «Ringraziamo le nostre tutor Desiree Russo e Cristina Caudullo, che hanno seguito i piccoli dell’Istituto Comprensivo di Neviano degli Arduini e Lesignano De Bagni di Parma (dirigente scolastico Enrico Calzolari) e dell’Istituto Comprensivo Statale Santa Venerina – plesso Dagala del Re (dirigente Mariangiola Garraffo). A loro – ha aggiunto Bonanno – si è affiancato anche l’Istituto Comprensivo San Giovanni Bosco di Giarre (dirigente Cettina Maccarrone)».

Tra gli interventi quello di Mario Cucinella (MCA di Bologna), Nikos Fintikakis, (Synthesis Research Atene, Grecia), Susanne Brarson (Studio Susanne Brarson di Berlino) e Cecilia Tosto (consigliera dell’OAPPC di Catania).

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