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26 marzo 2026 - Aggiornato alle 09:02
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Alessia Pifferi, la perizia: "Capace di intendere e volere"

La donna accusata di aver lasciato morire la sua bimba lasciandola da sola a casa per giorni, è soltanto affetta da un disturbo del neuro-sviluppo, classificabile come immaturità affettiva

26 Agosto 2025, 15:30

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Alessia Pifferi era pienamente capace di intendere e di volere quando nel luglio 2022 ha abbandonato in casa da sola per sei giorni la figlia Diana di appena 18 mesi, lasciandola morire di stenti. Lo ha confermato la perizia psichiatrica disposta dalla corte d'Assise d'appello di Milano, che ha incaricato per l'accertamento lo psichiatra Giacomo Francesco Filippini, la neuropsicologa Nadia Bolognini e il neuropsichiatra infantile Stefano Benzoni.

La perizia, depositata ieri, "dice chiaramente che Alessia Pifferi è soltanto affetta da un disturbo del neuro-sviluppo, classificabile come immaturità affettiva. Sostanzialmente una sorta di poca empatia a livello affettivo da adulta", spiega l'avvocato di parte civile Emanuele De Mitri.

"Tale disturbo, se così può essere chiamato anche se non lo è - prosegue l'avvocato - non è invalidante e soprattutto non ha in alcun modo avuto influenza invalidante sul funzionamento psicosociale di Alessia Pifferi. Tale condizione non è tale da aver compromesso la capacità di intendere e di volere, neppure scemandola per tutto il tempo di durata della condotta di reato". In sostanza - sintetizza l'avvocato - "la perizia dice che Alessia Pifferi non è affetta da alcun disturbo talmente grave da poter in qualche modo incidere sulla capacità di intendere e di volere e non scemandola neppure parzialmente. Tale capacità è stata riscontrata dai periti sia dal 14 luglio al 22 luglio 2022, nel lasso di tempo in cui è morta Diana e anche in tutti i weekend precedenti in cui Alessia Pifferi ha abbandonato la figlia".

Da una prima lettura della perizia depositata ieri - precisa il legale che assiste mamma e sorella dell'imputata, rispettivamente nonna e zia della bimba morta di stenti - "si evince che non c'è stato nessun comportamento o nessun evento in età infantile che abbia potuto incidere sul comportamento futuro" di Alessia Pifferi.