Arrivano i tre Giorni della Merla, ma c'è un anomalia: sfatata la tradizione, ecco cosa significa
Le temperature record di questo periodo sconvolgono la Natura
epa08331486 A blackbird (Turdus merula) sits on a tree branch at a snow-covered park in Krakow, Poland, 30 March 2020. Krakow residents were surprised by snowfall as temperatures plunged due to cold air coming from the Arctic. EPA/LUKASZ GAGULSKI POLAND OUT
La tradizione li vuole come i più freddi, ma quest'anno i Giorni della Merla (29, 30 e 31 gennaio) non lo saranno, visto che si prevedono temperature ben oltre la media. E le temperature record nei Giorni della Merla sconvolgono la natura dopo un 2023 che ha fatto registrare il calo del 14% di precipitazioni e una temperatura superiore di 1,14 gradi rispetto alla media storica del periodo 1991-2020. È quanto emerge da un’analisi della Coldiretti sulla base dei dati Isac Cnr.
Un’anomalia che, sottolinea la Coldiretti, preoccupa anche per la siccità con la scarsità di neve in diversi settori dell’arco alpino e su gran parte della dorsale appenninica e una situazione di stress idrico che cresce ma mano che si scende verso Sud con apice nelle isole, che non è certo normale nel mese di gennaio. Negli invasi della regione Sardegna il primo gennaio c'era un quinto di acqua in meno rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente mentre in quelli della Sicilia a gennaio 2024 sono inferiori di ben 63 milioni di metri cubi (-13%) rispetto all’anno precedente secondo le analisi Coldiretti sui dati dei Dipartimenti Idrografici Regionali.
Perché si chiamano così
Secondo la leggenda i merli, un tempo, avevano delle bellissime piume bianche e soffici. Durante il gelido inverno, raccoglievano nei loro nidi le provviste per sopravvivere al gelo, in modo da potersi rintanare al calduccio per tutto il mese di gennaio. Sarebbero usciti solo quando il sole fosse stato un poco più caldo e i primi ciuffi d’erba avessero fatto capolino tra i cumuli di neve. Così, aspettarono fino al 28 di gennaio, poi uscirono. Le merle cominciarono a festeggiare, sbeffeggiando l'inverno: anche quell’anno ce l’avevano fatta; il gelo, ai merli, non faceva più paura! Tutta questa allegria, tuttavia, fece letteralmente infuriare l'Inverno, che decise di dare una lezione a quegli uccelli troppo canterini: sulla terra calò un vento gelido, che la ghiacciò, insieme ai germogli. Perfino i nidi dei merli furono spazzati via dal vento e dalla tormenta. I merli, per sopravvivere al freddo, furono costretti a rintanarsi nei camini delle case. Lì, il calduccio li riscaldò e permise loro di resistere a quelle gelide giornate. Solo a febbraio la tormenta si placò e i merli poterono riprendere il volo. La fuliggine dei camini, tuttavia, aveva annerito per sempre le loro piume bianche: fu così che i merli divennero neri, come li possiamo vedere oggi.
Quest'anno però la tradizione dei Giorni della Merla sembra proprio che non sarà rispettata, anzi. Dice ancora la leggenda che se i giorni della merla sono freddi, la primavera sarà bella; se sono caldi, la primavera arriverà in ritardo. E quest'anno secondo le previsioni saranno caldi. La stasi atmosferica potrebbe protrarsi anche fin dopo il giorno della Candelora (2 febbraio).