Centri migranti in Albania, la Corte di Giustizia Ue boccia il Governo Meloni sui "Paesi sicuri"
«Uno Stato membro non può includere nell’elenco dei Paesi di origine sicuri un Paese che non offra una protezione sufficiente a tutta la sua popolazione», precisa ancora a corte. Le reazioni
Un Paese Ue «può designare Paesi d’origine sicuri mediante atto legislativo, a patto che tale designazione possa essere oggetto di un controllo giurisdizionale effettivo». Lo stabilisce la Corte di giustizia
Ue nella sentenza sul protocollo Italia-Albania e la definizione di Paese d’origine sicuro.
«Uno Stato membro non può includere nell’elenco dei Paesi di origine sicuri un Paese che non offra una protezione sufficiente a tutta la sua popolazione», specifica ancora la Corte, che precisa che questa condizione è valida fino all’entrata in vigore del nuovo regolamento Ue, «che consente di effettuare designazioni con eccezioni per alcune categorie chiaramente identificabili di persone», atteso il 12 giugno. Tuttavia, «il legislatore Ue può anticipare la data».
Il legale dei migranti: Vittoria principi basilari di democrazia»
«Dalla lettura del dispositivo della sentenza della Corte Ue sembra sconfessata la linea del governo italiano. Sembra ci sia stata una vittoria dei principi basilari della democrazia e dello stato di diritto, a partire dal diritto di difesa e della separazione dei poteri. Oltre che del primato del diritto dell’Unione sulle pretese dei singoli stati nazionali». Lo dice all’Ansa Dario Belluccio, legale di uno dei due migranti del Bangladesh al centro dei ricorsi al Tribunale di Roma sul protocollo Italia-Albania che hanno portato alla pronuncia odierna della Corte Ue.
Schlein: «Sperperati 800 milioni degli italiani»
«La Corte europea ha dato torto al governo italiano, chissà se anche stavolta diranno che gli abbiamo ispirati noi e che la Corte europea cerca solo di bloccare la riforma della giustizia in Italia. Si prendano la responsabilità di non aver letto le leggi italiane ed europee e di aver fatto una scelta illegale con centri inumani in Albania che calpestano i diritti fondamentali di migranti e richiedenti asilo, per cui hanno sperperato più di 800 milioni degli italiani». Lo ha detto la segretaria del Pd, Elly Schlein, interpellata a margine di un evento nelle Marche.
Conte: «La pronuncia era scontata»
«E niente, Giorgia Meloni proprio non ce la fai! Non riesci a smetterla con la vuota propaganda e i tuoi falsi vittimismi. È più forte di te. È il tuo modo di far politica, è la tua maniera per provare a mantenere il consenso. Ma questo castello di artifici quanto durerà?». Così Giuseppe Conte in un lungo post su Facebook. «La Corte di giustizia fissa un nuovo principio? Assolutamente no. La pronuncia era scontata»
Tavolo Asilo e Immigrazione: «Stabilito un principio chiaro»
«Con la decisione diffusa oggi, la Corte di Giustizia dell’Unione europea ha stabilito un principio chiaro: uno Stato membro non può designare un Paese di origine sicuro senza garantire un controllo giurisdizionale effettivo e trasparente, né può mantenere tale designazione se nel Paese non è assicurata protezione a tutta la popolazione, senza eccezioni. Si tratta di una decisione dirompente, che smentisce in modo radicale la linea del governo italiano». Lo afferma, in una nota, il Tavolo Asilo e Immigrazione.
Fedriga: «Mi domando chi decide in Italia»
«Servono norme europee internazionali chiare e applicabili. Non è possibile che il governo faccia una norma e venga impugnata e venga cambiata. Chi decide in Italia, mi domando. Uno può condividere o no una norma, ma possiamo ridare la possibilità di decidere? Dopo uno può fare una scelta sbagliata e si prende la responsabilità di averlo fatto». Così il presidente del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, esponente della Lega, sul pronunciamento della Corte Ue sul protocollo tra Italia-Albania.