Dirigenti Scolastici “congelati” dal Tar del Lazio
Al centro della questione la disparità di trattamento: “Due procedure diverse per lo stesso lavoro: un concorso ordinario e un “concorso” riservato”
In Italia è “conflitto” per l’ambìto concorso per il reclutamento dei dirigenti scolastici. Un passo di una celebre canzone di Sergio Endrigo appare quantomai calzante per narrare questo caso paradossale. Intona: “Io sono nato in un dolce paese, dove chi sbaglia non paga le spese”, Endrigo, forse non immaginava che a volte a pagare le spese è addirittura chi non sbaglia. Ma qualcosa di buono sembra apparire all’orizzonte.
Nella giornata di mercoledì 14 agosto il T.A.R. per il Lazio, con diciotto distinti decreti cautelari, ha sospeso il Decreto del Ministero dell’istruzione e del merito 9 agosto 2024, n. 2187, con cui è stata approvata la graduatoria generale nazionale della procedura di reclutamento riservata di dirigenti scolastici di cui al DM n. 107 del 2023.Con i medesimi decreti è stato altresì sospeso l’avviso del MIM 9 agosto 2024, prot. n. 124319, mediante il quale sarebbero stati messi a disposizione a favore dei partecipanti alla procedura assunzionale ex D.M. n. 107/2023 n. 519 posti di dirigente scolastico nelle regioni: Emilia-Romagna; Friuli Venezia Giulia; Lazio; Liguria; Lombardia; Marche; Piemonte; Sardegna; Toscana; Veneto.
Lo ha reso noto con un comunicato il “Movimento Uniti nel Merito”, autore dell’iniziativa giurisdizionale, che è stata promossa a livello nazionale.
“Il Movimento Uniti nel Merito esprime la sua grandissima soddisfazione per il risultato raggiunto grazie all’iniziativa giurisdizionale, che è stata promossa a livello nazionale a tutela dei diritti e degli interessi delle candidate e dei candidati del concorso per reclutamento di dirigenti scolastici, bandito con Decreto MIM n. 2788 del 18 dicembre 2023.(…) Con il nostro ricorso – si legge ancora nel Comunicato - è stato dimostrato il contrasto di tali fonti con la Carta costituzionale. È evidente la disparità di trattamento tra i candidati nella procedura di reclutamento ex Decreto 2788/2023 e i candidati nella procedura di reclutamento ex Decreto 1259/2017, da cui sono stati tratti i candidati ammessi al corso intensivo di formazione ex Decreto MIM n. 107/2023. Sennonché costoro sono stati ammessi al corso intensivo di formazione per il solo fatto di vantare un risalente contenzioso ancora pendente. (…) Non solo. Il CSPI, oltre a censurare le manifeste lacune nella prova d’accesso al corso intensivo, nonché lo scarso rigore del percorso formativo, ha dimostrato come la prova finale del medesimo corso sia stato un mero pro forma, non essendo contemplata alcuna valutazione della stessa e non contribuendo alla formazione dell’elenco graduato. Paradossalmente, dunque, se l’avviso del 9 agosto 2024 non fosse stato sospeso dal T.A.R. per il Lazio, sarebbero stati nominati 519 nuovi dirigenti scolastici selezionati all’esito di una procedura assunzionale contraria al principio di concorso pubblico, nonché a discapito di candidati più meritevoli, in quanto futuri vincitori del concorso pubblico ordinario indetto con Decreto MIM n. 2788/2023”.
Volendo fare un passo indietro, la questione è così sintetizzabile: la presenza di ‘Due procedure diverse per lo stesso lavoro: un concorso ordinario e un “concorso” riservato’, nel 2022 il Ministero dell'Istruzione emana il regolamento del concorso ordinario per dirigenti scolastici (DM 194/2022), tuttavia si deciderà di non mettere a bando tutti i posti disponibili, ma di riservarne quasi una metà ad una "speciale" categoria: i candidati ricorsisti del precedente concorso 2017, che erano stati bocciati in una o più prove, anche indipendentemente dall'esito del ricorso stesso. La “Disparità di trattamento”: per avere accesso alla stessa posizione lavorativa sono stati dunque previsti due percorsi ben diversi fra loro; i candidati del concorso ordinario hanno dovuto superare una prova preselettiva i cui argomenti di studio sono stati resi noti dal Ministero dell'Istruzione e del Merito 36 ore prima; la prova non prevedeva un punteggio minimo, ma è stata superata semplicemente dai primi arrivati, fino al triplo dei posti messi a concorso: dei 25.000 partecipanti ne sono stati ammessi circa 1700 e ne sono stati eliminati circa 22.000. La prova scritta del concorso ordinario consiste in quesiti a risposta aperta ed è necessario conseguire una valutazione di almeno 70 su 100 per poter accedere alla prova orale. Il “concorso” riservato, al contrario, non prevede una prova preselettiva, ma una "prova scritta a crocette" e un orale che dura "9 minuti al massimo". Infine, “L'emendamento 12.5 del 2024”, con il quale si cerca di cambiare le regole in corsa, a concorsi già avviati, in modo che le prossime assunzioni annuali non siano più assegnate, come originariamente previsto, per il 40% dalle graduatorie del “concorso” riservato e per il 60% da quelle dell'ordinario, assegna addirittura il 100% dei posti disponibili alla procedura "Riservata". La corda della pazienza dei candidati del Concorso ordinario, già "tirata" oltre misura, a questo punto si rompe.
Ad oggi, il T.A.R. per il Lazio, con diciotto distinti decreti cautelari, avendo sospeso il Decreto del Ministero dell’istruzione e del merito 9 agosto 2024, n. 2187, restituisce speranza e aspettative ai ricorrenti del “Movimento Uniti nel Merito” che hanno commentato: “Siamo fiduciose e fiduciosi che, a seguito della camera di consiglio del 5 settembre, la sospensione degli atti venga confermata dal T.A.R. contestualmente alla sottoposizione alla Corte costituzionale delle innumerevoli questioni di costituzionalità, che sono state da noi prospettate nei nostri ricorsi. Auspichiamo nondimeno che il Ministero e la maggioranza parlamentare si facciano carico prima della ricordata udienza camerale di una soluzione che riequilibri gli interessi di tutti gli aspiranti DS, accordandoli al superiore interesse dell’Amministrazione scolastica di selezionare le migliori professionalità, aprendo cioè il corso intensivo di formazione anche alle candidate e ai candidati del concorso ex Decreto MIM n. 2788/2023 che abbiano fatto ricorso al T.A.R.”.