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Droga e prostituzione, arrestata Stefania Nobile: è la figlia di Wanna Marchi

Redazione La Sicilia

04 Marzo 2025, 12:47

nobile

Spuntano anche intercettazioni in cui si fa riferimento a rappresentanti delle forze dell’ordine che sarebbero stati clienti del presunto giro di prostituzione e droga messo in piedi da Davide Lacerenza e Stefania Nobile, la figlia di Wanna Marchi, finiti oggi ai domiciliari nell’inchiesta con al centro il locale Gintoneria di Milano. E’ quanto risulta dall’ordinanza firmata dalla gip Alessandra Di Fazio, su richiesta della pm Francesca Crupi nelle indagini del Nucleo di polizia economico finanziaria della Gdf.

Nell’ordinanza si fa riferimento, ad esempio, ad un militare della Gdf a cui Lacerenza avrebbe offerto prostitute gratuitamente probabilmente in cambio di favori, su cui sono ancora in corso accertamenti.

Altri rappresentanti delle forze dell’ordine, inoltre, da quanto si è saputo, sarebbero stati in contatto con Lacerenza per i suoi servizi illeciti. Nelle intercettazioni, in cui prevalgono il linguaggio scurrile e gli insulti e con molti riferimenti trash, le ragazze vengono spesso chiamate "cavalli" e in un caso si parla anche di una minorenne. La prostituzione minorile, però, non è contestata nell’ordinanza.

Uno dei clienti, poi, viene chiamato, sempre nelle conversazioni, "sindaco ricco", un’espressione non meglio precisata negli atti. Atti nei quali i clienti non vengono mai identificati, ma i loro nomi sono o puntati od omissati. Si parla di clienti svizzeri (uno avrebbe speso 40mila euro solo per delle bottiglie) o di Dubai. Sempre nelle intercettazioni, Lacerenza si vantava spesso che il suo locale veniva preferito rispetto ad altri milanesi, perché nel suo c'erano in proporzione due prostitute per ogni cliente.

Chi è Stefania Nobile

Con gli arresti ai domiciliari arriva una nuova tegola giudiziaria per Stefania Nobile, 60 anni, che da imbonitrice in tv assieme alla madre assai più nota, Wanna Marchi, è diventata imprenditrice nel settore della ristorazione e dei locali notturni. Infatti la donna nell’ottobre del 2013 aveva finito di scontare una pena per associazione per delinquere e truffa per lo storico caso delle televendite, con migliaia di vittime, dopo essere finita in carcere nel 2001, assieme alla madre, in seguito a una condanna, definitiva nel 2009, di oltre 9 anni.

Tra l’altro, proprio in un locale, all’epoca sempre gestito dall’allora suo compagno Davide Lacerenza, il bar-ristorante "La Malmaison" a Milano, Wanna Marchi era andata a lavorare nel 2011, da semi libera.
Lacerenza, 59 anni, con un passato da fruttivendolo e mano a mano gestore di locali fino ad essere pure lui imprenditore della ristorazione, è anche ospite e provocatore in note trasmissioni alla radio come La Zanzara. La sua notorietà, in un certo ambiente, la deve ai numerosi video postati in cui si mostra come "sciabolatore di champagne", aprendo bottiglie costosissime. Oltre che per i suoi giri in città alla guida di una Ferrari, sfoggiando al polso orologi di lusso.

Una presenza assidua sui social, da influencer e con centinaia di migliaia di follower, che aveva portato alla ribalta ormai da qualche anno anche la sua "Gintoneria di Davide", un posto da frequentazioni vip e anche trash, in via Napo Torriani, vicino alla stazione Centrale. E ora finito, col proprietario e la sua ex compagna, al centro di una nuova inchiesta della Procura di Milano su un giro di droga e prostituzione.

C'è chi in tre anni ha speso oltre 600 mila euro

Il costo delle serate a base di champagne, cocaina ed escort, che sarebbero state organizzate dalla Gintoneria di Milano andava dai 3 mila ai 10 mila euro e uno dei clienti più assidui e facoltosi in tre anni e mezzo, dal 2020 al settembre 2023, ha versato oltre 641 mila euro. E' quanto emerge dall’ordinanza con cui il gip Alessandra Di Fazio ha disposto i domiciliari per Stefania Nobile, l’ex compagno Davide Lacerenza e una terza persona. E proprio i versamenti delle ingenti somme sui conti riconducibili a Lacerenza con causale "champagne" hanno destato sospetti e fatto partire gli accertamenti della Gdf e della Procura milanese.

Il cliente, sentito come testimone, ha ricostruito, riporta l’ordinanza, come funzionava il servizio a pagamento offerto dalla Gintoneria. Ha spiegato che Stefania Nobile si occupava della gestione economica e amministrativa, mentre Lacerenza era colui che organizzava e si occupava operativamente delle serate e della droga. E che lui pagava lo champagne mentre il prezzo della prestazione lo avrebbe concordato direttamente con la ragazza di turno a cui dava denaro contante.
In più l’habitué del bistrot di via Napo Torriani ha raccontato di un locale vicino, La Malmaison, con la serranda che viene alzata in genere dopo le 2 quando chiude per legge la Gintoneria. Si tratta di un privè solo per clienti facoltosi che sono disposti a spendere dai 5 mila euro in su. E' soprannominato locale rosa per il colore della moquette, ha detto il testimone, e ha un soppalco con divani dove i clienti si appartavano con le escort ed è dotato di telecamere. Una volta che entrano i clienti, per altro consapevoli di essere ripresi, la saracinesca veniva richiusa.
La descrizione offerta dall’uomo ha trovato riscontro nei video postati sui social in cui sono state caricate innumerevoli storie del genere.