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IL CASO

«Mi ha drogata», la chat della ragazza che ha denunciato La Russa Jr: si fa strada l’ipotesi di un faccia a faccia

Di Igor Greganti e Francesca Brunati |

Uno dei passaggi fondamentali dell’inchiesta della Procura di Milano a carico di Leonardo Apache La Russa, figlio del presidente del Senato Ignazio, potrebbe essere un incidente probatorio nel corso del quale la 22enne, che l’ha denunciato per abusi sessuali subiti nella notte tra il 18 e il 19 maggio, sarà chiamata a confermare le dichiarazioni della sua denuncia e che, comunque, prima dovrà ribadire, fornendo dettagli utili, davanti a investigatori e inquirenti.

Stando a quanto riferito in Procura, infatti, la giovane, che aveva incontrato il 19enne terzogenito dell’esponente di Fdi nella discoteca Apophis, in pieno centro a Milano, non è ancora stata ascoltata a verbale dopo la querela e la sua audizione è stata fissata per domani. Intanto, è stato anche identificato l’amico dj del 19enne, non indagato allo stato ma che potrebbe aver preso parte, stando alla denuncia, ad una violenza sessuale di gruppo.

L’incidente probatorio

Una volta messo a verbale il racconto della giovane, e dopo le indagini della Squadra mobile che raccoglierà altre testimonianze e analizzerà le immagini utili e i telefoni sequestrati, uno degli snodi delle indagini sarà l’incidente probatorio nelle prossime settimane. Davanti al gip, ai pm e ai legali delle parti la vittima sarà chiamata a deporre per cristallizzare i suoi racconti in vista dell’eventuale processo.

Per la giurisprudenza della Cassazione, tra l’altro, per condannare un presunto autore di violenza sessuale basta che agli atti ci sia una descrizione dei fatti da parte della vittima che sia coerente, lineare e credibile. Coerente rispetto agli altri elementi dell’inchiesta ed è per questo che nelle indagini, coordinate dall’aggiunto Letizia Mannella e dal pm Rosaria Stagnaro, gli investigatori stanno iniziando ad ascoltare testimoni, tra cui la ragazza con cui la 22enne andò in discoteca quella sera.

I messaggi

«Mi ha drogata, per forza», le ha scritto la giovane quel mattino del 19 maggio, quando si è svegliata nel letto di Leonardo Apache e dicendole anche che non ricordava più nulla di quello che era successo quella notte. «Lui ti ha offerto il drink (…) è dopo il drink che sei diventata strana strana», le ha scritto in chat l’amica. Si sta verificando se sia stata drogata con benzodiazepine, a cui è risultata positiva quando si è fatta visitare alla clinica Mangiagalli. Ha spiegato, comunque, che abitualmente fa uso di tranquillanti.

Quel mattino la ragazza ha chattato anche con un’altra amica che non era presente alla serata, mentre prima aveva conosciuto pure un’altra giovane nel locale. Tutte persone che potrebbero essere chiamate a testimoniare nelle indagini, così come lo stesso presidente del Senato, che in una nota nei giorni scorsi ha riferito di avere «incrociato», assieme alla moglie, la giovane «al mattino, sia pur fuggevolmente» e «appariva assolutamente tranquilla».

I legali

Mentre la 22enne e la sua famiglia chiedono che si arrivi a «fare giustizia» e il legale Stefano Benvenuto sta svolgendo indagini difensive anche nel mondo della movida, l’avvocato Adriano Bazzoni ha spiegato che «il desiderio mio e del mio assistito, Leonardo La Russa, che conferma la sua estraneità ad ogni ipotesi delittuosa, è che la sua vicenda cessi di costituire un processo mediatico, nel pieno e convinto rispetto dell’attività degli inquirenti».

Intanto, il fatto che la denuncia ed altri elementi collegati siano usciti subito sui media (la querela era stata depositata il 29 giugno e i pm hanno aperto un fascicolo a carico di La Russa dopo il 3 luglio) ha certamente prodotto danni alle indagini.

Anche l’Ordine degli Avvocati di Milano è intervenuto con una nota per spiegare che un legale «nei rapporti con gli organi di informazione, deve sempre ispirarsi a criteri di equilibrio e misura, nel rispetto dei doveri di discrezione e riservatezza, senza mai rivelare notizie coperte dal segreto di indagine».

Infine, viene chiarito in ambienti giudiziari che il fatto che la ragazza abbia assunto droghe (era positiva a cocaina e cannabis) può incidere solo in quanto i presunti abusi potrebbero essere avvenuti quando lei era in condizioni di inferiorità psichica, ossia non in grado di manifestare un consenso che, come dice la Cassazione, deve essere «espresso» o, «se tacito», inequivoco.COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA