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Addio a Silvia Tortora: è scomparsa a 59 anni, la stessa età che aveva il padre quando morì

Di Redazione

E’ morta Silvia Tortora. Figlia di Enzo Tortora, era nata a Roma il 14 novembre 1962. E' venuta a mancare alla stessa età del padre, anche lui aveva 59 anni quando morì il 18 maggio 1988  consumato dalla malattia e dall’ingiustizia subita.  E’ deceduta nella notte in una clinica romana. Giornalista televisiva e della carta stampata, aveva lavorato con Giovanni Minoli a 'Mixer' e per 'La storia siamo noì e collaborato con il settimanale Epoca. 

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Silvia Tortora era figlia del giornalista e conduttore televisivo Enzo Tortora e della sua seconda moglie Miranda Fantacci. Ha collaborato con Giovanni Minoli a Mixer e dal 2004, sempre con Minoli, al programma 'La storia siamo noì, realizzando varie puntate riguardanti Mia Martini, Renato Vallanzasca, Il Terremoto a San Giuliano di Puglia, Francesco Totti, Vendute (storia di baby prostitute), C'era una volta Portobello, Corrado (il grande inventore della Corrida), La prima vittima (storia di Luigi Calabresi), e Non ci resta che Benigni (storia del comico toscano). A partire da giugno 2009 ha condotto Big insieme ad Annalisa Bruchi, in onda su Rai3. 

Ha lavorato al settimanale Epoca dal 1988 al 1997. Nel 1999 ha vinto il nastro d’argento al Festival di Taormina come "migliore soggetto cinematografico" con il film di Maurizio Zaccaro, 'Un uomo perbenè. Nel 2002 ha curato il libro "Cara Silvia", edito da Marsilio e nel 2006, sempre con Marsilio, ha pubblicato 'Bambini cattivì. Era sposata dal 1990 con l’attore francese Philippe Leroy, dal quale ha avuto due figli.

"'Mio padre era un uomo rigoroso, impeccabile, al limite della pesantezza: in casa non si poteva fumare, dire parolacce, mancare di rispetto a nessuno. Uno di quelle persone 'per benè, ma non finto per bene: per davvero. Non frequentava feste, premi, nulla. Non gliene fregava niente. Faceva solo il suo lavoro. Non era possibile che fosse colpevole di quelle cose per cui lo arrestarono. Mica per il suo stile di vita, ma per come era luì". Le parole di Silvia Tortora sono riportate in un post sulla pagina Facebook di Errori Giudiziari ricordando la sua scomparsa questa notte a Roma. 

Era il 17 giugno 1983 quando Enzo Tortora, giornalista e popolare presentatore televisivo, fu ammanettato, fotografato e così proposto all’opinione pubblica. Dal carcere scrisse numerose lettere urlando la sua innocenza, molte delle quali indirizzate alla figlia Silvia, morta la scorsa notte a 59 anni, che le pubblicò nel libro "Cara Silvia" e che non ha mai smesso di lottare per la completa riabilitazione del padre. Poi Tortora fu assolto e divenne il simbolo, tuttora spesso evocato, dell’errore giudiziario. 

 

 

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