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Cucchi: Pg Cassazione, 'confermare condanne Cc'

'Via crucis' notturna'. Anselmo, speriamo fine dopo 15 processi

Di Redazione

ROMA, 04 APR - Il Pg della Cassazione, Tomaso Epidendio, ha chiesto la conferma delle condanne per i quattro carabinieri implicati nella morte di Stefano Cucchi, il giovane romano morto in seguito alle percosse ricevute nella notte tra il 15 e il 16 ottobre del 2009 nella caserma Casilina dopo essere stato fermato per stupefacenti. In particolare il Pg ha chiesto di confermare le condanne per omicidio preterintenzionale nei confronti di Alessio Di Bernardo e Raffaele D'Alessandro e la relativa pena a 13 anni di reclusione. Da confermare anche la condanna a 4 anni per falso nei confronti del maresciallo Roberto Mandolini. Da confermare anche la responsabilità per stesso reato per Francesco Tedesco, ma solo per lui il Pg ha chiesto l'annullamento con rinvio in relaziona al trattamento sanzionatorio. Un appello bis potrebbe diminuire l'entità della pena per Tedesco (due anni e sei mesi), se ricevesse la concessione delle attenuanti generiche. "Fu una via crucis notturna quella di Stefano Cucchi, portato da una stazione all'altra" ha sottolineato in aula il Pg della Cassazione Tomaso Epidendio all'udienza per il pestaggio subito dal giovane geometra ad opera dei carabinieri nella caserma Casilina, "e tutte le persone che entrarono in contatto con lui dopo il pestaggio sono rimaste impressionate dalle condizioni del Cucchi: si tratta di un gran numero di soggetti tra i quali infermieri, personale delle scorte, detenuti, agenti di guardia. Davvero si può ritenere che questo numero impressionate di soggetti abbia congiurato contro i carabinieri?" "E' un momento di grande tensione - dice all'ANSA il legale della famiglia Cucchi, Fabio Anselmo - che arriva dopo 150 udienze e 14 gradi di giudizio, 15 con oggi. Speriamo che venga messa fine a una verità giudiziaria che ormai tutti sappiamo ed è ora che venga affermata in modo definitivo".

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