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Delitto Gucci, così dilapidarono eredità di Patrizia Reggiani: otto indagati

Di Redazione

Salgono a otto gli indagati nell’inchiesta della Procura di Milano sulla gestione del patrimonio di svariati milioni di euro lasciato in eredità da  Silvana Barbieri alla figlia Patrizia Reggiani, la vedova Gucci. E' quanto emerge dall’avviso di conclusione delle indagini notificato oggi nei confronti, tra l’altro, dell’ex amministratore di sostegno della signora Reggiani l’avvocato Daniele Pizzi, e la allora compagna di cella Loredana Canò. Le accuse a vario titolo sono di circonvenzione di incapace, peculato, furto, corruzione e induzione indebita.

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Come si legge nell’avviso di chiusura delle indagini, condotte dalla Gdf e coordinate dall’aggiunto Tiziana Siciliano e dal pm Michela Bordieri, sono indagati, oltre a Pizzi e Canò, l’avvocato Maurizio Giani, legale di Silvana Barbieri, morta nel 2019, e Marco Chiesa, consulente finanziario sempre della madre della vedova Gucci. E ancora Marco Riva e Maria Angela Stimoli, presunti «prestanomi», e Mario Wiel Marin e Marco Moroni, titolari di una società che ha svolto una perizia «sul valore economico di cinque società immobiliari» di cui era amministratrice Barbieri. 
 

Una serie di perquisizione erano state effettuate nell’inchiesta nell’aprile 2021. Inquirenti e gli investigatori hanno ricostruito entità e movimenti del patrimonio della madre di Reggiani a partire dal '53, quando fu fondata la prima società immobiliare della signora Barbieri e fino al marzo 2021, quando è stato sostituito l’amministratore di sostegno dell’ex moglie dell’imprenditore della moda, che ha espiato 26 anni di carcere per essere stata la mandante dell’omicidio del marito avvenuto nel '95.

L’indagine è nata anche in seguito all’esposto presentato da Allegra Gucci, una delle due figlie di Patrizia Reggiani e Maurizio Gucci, sentita come teste e alla sospensione dall’incarico di amministratore di sostegno di Pizzi, disposta il 19 marzo 2021 dal giudice tutelare Ilaria Mazzei per chiarimenti e verifiche sui rendiconti delle uscite: tre milioni di euro in due anni. 

La signora Barbieri aveva lasciato in eredità alla figlia una villa nel cuore di Milano, un capannone di 10 mila metri quadri in via Mecenate e società immobiliari. E poi aveva incaricato l'avvocato Giani di costituire una Fondazione, da lui stesso presieduta a vita, con in pancia tra l’altro un complesso immobiliare da almeno 14 milioni di euro dietro la Stazione Centrale.
 

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