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Forze polizia con 4.482 taser in 18 città: come e quando usarli

Per il ministro Lamorgese meno rischi per l' incolumità degli agenti

Di Redazione

Dopo anni di sperimentazione, il taser entra ufficialmente a far parte dell’'arsenale delle forze di polizia: da lunedì prossimo 4.482 armi ad impulso elettrico saranno impiegate dagli equipaggi di Polizia, Carabinieri e Guardia di finanza destinati ai servizi di prevenzione generale e pronto intervento nelle 14 Città metropolitane e a Caserta, Brindisi, Reggio Emilia e Padova. A partire da maggio l’uso verrà gradualmente esteso ai reparti di tutto il territorio nazionale. E’ «un passo importante per ridurre i rischi per l’incolumità del personale impegnato nelle attività di prevenzione e controllo del territorio», commenta il ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, sottolineando come "grazie all’adozione del dispositivo, le Forze di polizia saranno in grado di gestire in modo più efficace e sicuro le situazioni critiche e di pericolo". 

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Il percorso per l’adozione dell’arma è stato lungo e tormentato. L’iter è stato avviato nel 2014. La sperimentazione è iniziata nel 2018 in 12 città e si è conclusa con successo. Nel gennaio 2020, un regolamento approvato dal Consiglio dei Ministri ha aggiunto il taser alla lista delle armi in dotazione. Nel luglio scorso l’azienda Axon si è aggiudicata la gara nazionale per la fornitura dei 4.482 dispositivi - modello x2 - alle forze dell’ordine, per un importo di 10,3 milioni di euro. In precedenza due gare non avevano avuto esito. Corsi di formazione hanno abilitato gli operatori all’uso della pistola ad impulsi elettrici che è da considerare, si legge nelle Linee guida emesse dal Dipartimento della Pubblica sicurezza, «un’arma propria». La distanza consigliabile per un tiro efficace è dai 3 ai 7 metri. Il taser, è l’indicazione, «va mostrato senza esser impugnato per far desistere il soggetto dalla condotta in atto». Se il tentativo fallisce si spara il colpo, ma occorre «considerare per quanto possibile il contesto dell’intervento ed i rischi associati con la caduta della persona dopo che la stessa è stata attinta». Bisogna inoltre tener conto della «visibile condizione di vulnerabilità» del soggetto (ad esempio una donna incinta) e fare attenzione all’ambiente circostante per il rischio di incendi, esplosioni, scosse elettriche. 

«Grazie all’adozione del dispositivo - secondo il ministro Lamorgese - le Forze di polizia saranno in grado di gestire in modo più efficace e sicuro le situazioni critiche e di pericolo». Esulta il leader della Lega, Matteo Salvini, parlando di «ottima notizia, fortemente voluta dalla Lega fin dai tempi del mio impegno al Viminale. È per risultati concreti come questo che siamo al governo». Soddisfatti anche i sindacati di polizia. «Si trasforma in realtà - commentano il segretario generale del Siap Giuseppe Tiani ed il segretario Nazionale dell’Associazione nazionale funzionari polizia, Enzo Marco Letizia - una nostra richiesta di alcuni anni fa. Infatti la nuova arma garantirà sia una maggiore sicurezza dei poliziotti nei vari contesti operativi, sia la vita dei soggetti attinti dai dardi, in quanto la scarica elettrica non letale si limita ad inibire i movimenti degli aggressori. Auspichiamo altresì - aggiungono - che al più presto possano essere distribuite le body cam al personale impiegato nei servizi di ordine pubblico, in quanto strumento essenziale alla rapida individuazione dei violenti nell’ambito delle manifestazioni». Analoga la posizione di Walter Mazzetti (Fsp Polizia): «aspettiamo da tantissimo tempo l’introduzione di questo importante strumento di difesa. Adesso speriamo che venga fornito al più presto in tutte le città e a tutti gli equipaggi». 
 

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