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Il capo della gang esce dal carcere per fare gli esami di maturità

Arrestato per omicidio durante maxi rissa, che si concluse con un omicidio: concessi gli arresti domiciliari

Di Redazione

 
 MILANO. E’ uscito dal carcere oggi e domani potrà sostenere la prima prova della maturità. E’ la decisione presa dal gip Luca Milani, accogliendo la richiesta dei legali e con l’ok della Procura, per Davide Colombi, 19 anni, uno dei 21 ragazzi arrestati sei giorni fa per la maxi rissa a Pessano con Bornago, nel Milanese, del 29 settembre scorso, che si concluse con l’omicidio del 22enne Dimitry Simone Stucchi. 
 Dopo l’interrogatorio del 17 giugno, la difesa del 19enne aveva chiesto al giudice l’attenuazione della misura cautelare proprio per dare la possibilità al giovane di partecipare agli esami. Istanza che ha avuto il via libera del gip. Colombi domattina potrà uscire di casa per andare a scuola e poi dovrà rientrare nell’abitazione e seguire le regole dei domiciliari. Il 19enne era un amico della vittima e, stando agli atti dell’inchiesta dei carabinieri, coordinati dal pm Antonio Cristillo e dalla Procura minorile guidata da Ciro Cascone, sarebbe stato il presunto capo della «banda di Vimercate» che si è contrapposta all’altra di Pessano per un debito di droga. Lui e Youssef Mahmoud Elsayed, presunto leader dell’altro gruppo, avrebbero chiamato a raccolta gli altri sollecitandoli a presentarsi la sera del 29 settembre in un parco, armati di bastoni, coltelli, mazze, pietre e bottiglie di vetro per affrontarsi in uno «scontro violento» nel quale è rimasto ucciso Stucchi. 
 A sferrare la coltellata fatale, secondo l’accusa, sarebbe stato un ragazzo all’epoca 17enne (finito in carcere col fratello 15enne), il quale, interrogato dal gip del Tribunale per i minorenni, ha detto di non ricordare di aver colpito il 22enne. Da quasi tutti gli altri verbali, anche davanti al gip Milani, sono arrivate conferme sul quadro della maxi rissa e pure sull'ipotesi, riconosciuta nell’ordinanza, che sarebbe stato il 17enne il presunto autore materiale dell’omicidio. Reato contestato a quattro minorenni e sei maggiorenni. 
 Colombi, interrogato, aveva tentato di minimizzare i motivi dello scontro, sostenendo che i 100-150 grammi di hashish, che aveva acquistato dal 15enne, fossero per uso personale e che la questione del pagamento con banconote false da parte sua, che sarebbe stata alla base dello scontro, era già stata risolta. E aveva ricondotto il tutto ad una telefonata non gradita alla sua ragazza. 
 

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