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Il bandito Graziano Mesina forse si nasconde in Tunisia

Ha ottanta anni, ma ha subito condanne per sequestro di persona e traffico di droga

Di Redazione

Ci sarebbe anche un pista estera tra quelle battute dalle forze dell’ordine per cercare di rintracciare l’ex Primula rossa del banditismo sardo, Graziano Mesina, 80 anni, sparito nel nulla il 2 luglio 2020 dopo la sentenza della Cassazione che ha confermato la condanna a 30 anni per traffico di droga. Lo rivela La Nuova Sardegna nell’edizione di oggi. 
 

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Secondo il quotidiano sardo, che cita fonti investigative, Mesina potrebbe essere nascosto in Tunisia già da qualche mese godendo di sostegni in loco. Il latitante - oggi tra i più ricercati in Italia e all’estero alla stregua di Matteo Messina Denaro o un’altro sardo come Attilio Cubeddu - sarebbe arrivato nel Nord Africa dopo un periodo passato nascosto in Sardegna, dove le ricerche delle forze dell’ordine, però non si sono mai interrotte con perlustramenti, perquisizioni e blitz che non hanno riguardato solo il Nuorese. 
 

Mesina, nel 1992, durante l’ennesimo periodo di libertà condizionale, fece da mediatore per la liberazione di Farouk Kassam. In seguito alla grazia ricevuta nel 2004 dal presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, Mesina - autore di numerose e rocambolesche evasioni - tornò libero ma venne di nuovo arrestato nel 2013 perché accusato di un nuovo sequestro di persona. Condannato definitivamente nel 2020 si è reso irreperibile. Intanto i legali di Mesina, l’avvocata Beatrice Goddi e la collega Maria Luisa Vernier, sempre dalle pagine del quotidiano annunciano che sono «pronte a percorrere ogni strada per chiedere che nei suoi confronti applichino una misura alternativa al carcere. Anche a rivolgerci alla Corte europea per i diritti dell’uomo».
 

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