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L'Assemblea dell'Anci: «I sindaci sono il motore della ripresa»

Di Tommaso Romanin

Nell’Italia impegnata a ripartire, "un popolo che non si arrende e si rialza», sindaci e Comuni "sono ora al centro di una nuova stagione di cambiamento, con tutto quello che comporterà. Il motore essenziale» della ripresa. Antonio Decaro, presidente dell’Anci, parla così del futuro, ma non può non iniziare dal passato, ricordando le vittime della pandemia anche tra i colleghi in fascia tricolore: "Siamo di nuovo insieme come una grande comunità a cui però mancano tutti i sindaci e tutti gli amministratori che il Covid ha portato via a questo Paese», ha detto nella plenaria della fiera di Parma, davanti a più di duemila persone tra quelle in sala e quelle collegate. 

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 L’Anci si ritrova in presenza nella città capitale italiana della Cultura e dove l’associazione 120 anni fa tenne il suo primo congresso. Obiettivo della tre giorni è parlare dei sindaci e della rinascita del Paese, in apertura con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e con in platea la presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati. E' "un’assemblea speciale, perché, finalmente, è un’assemblea normale», ha detto Decaro. «Quella normalità che avevamo perso ma che, pian piano, stiamo riconquistando e che dobbiamo impegnarci a custodire», ha aggiunto, ricordando anche quanto fatto durante la pandemia. 
 «Le istituzioni comunali hanno dato risposte a persone e imprese, a famiglie e ad attività economiche in affanno, e adesso le stanno accompagnando nella ripartenza, avendo presenti squilibri antichi che si sono aggravati e nuove linee di frattura che sono comparse», ha fatto eco Mattarella nel suo intervento. «I Comuni - ha detto il Capo dello Stato - hanno contribuito a una risposta delle istituzioni e del Paese, una risposta che è divenuta nei mesi sempre più convergente. Non era scontato. Di questa leale collaborazione è giusto dare atto ai sindaci, all’Anci». 
 Tema sul tavolo è il ruolo dei Comuni alle prese con il Pnrr, con la richiesta di procedure più snelle, di dare seguito agli investimenti e con l’immagine dei sindaci come «i più grandi architetti del disegno dell’Italia che verrà». L’assemblea arriva in un momento di rapporti positivi con il Governo, "interlocutore attento», ha detto Decaro, che tra domani e giovedì accoglierà a Parma buona parte della squadra di ministri e lo stesso premier, in conclusione. 
 Argomento sempre caldo è quello degli amministratori indagati: «Non chiediamo immunità, ma possono i sindaci rispondere penalmente di valutazioni che non sono ascrivibili alle loro competenze, rispondere di qualunque cosa accada nella loro città? Chiediamo che sia definita in maniera più netta la nostra responsabilità», ha detto il presidente Anci. 
 E di nuovo sul protagonismo degli enti locali, una sponda a una richiesta formulata nei giorni scorsi da Decaro arriva dal presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini che si dice pronto, se le norme lo consentiranno, a dare ai sindaci uno dei tre posti che la Regione ha a disposizione per eleggere il prossimo capo dello Stato. «Grazie per il coraggio istituzionale» nel condividere l’idea «che la Repubblica è basata anche sulle autonomie locali», ha risposto Decaro. 

 

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