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La "leonessa" Martina ha perso la sua battaglia: morta di cancro a 27 anni testimonial anti Covid

La giovane aveva realizzato un video, diventato virale, durante la pandemia per lanciare un appello a sostegno delle regole anti contagio da seguire per evitare il collasso delle strutture ospedaliere

Di Redazione

«Sono Martina, ho 26 anni e tre anni fa mi è stato diagnosticato un cancro al colon metastatico": Martina Luoni si presentava così in un video postato su Instagram nel novembre 2020, quando la Lombardia era in zona rossa. Lei, in procinto di operarsi, aveva visto annullarsi visite e quell'intervento salvavita tanto atteso e dai social aveva lanciato un appello a seguire le regole anti contagio per evitare il collasso delle strutture ospedaliere.  Martina, che non negava la sua stanchezza ma era sempre sorridente, anche quando si sottoponeva alla chemioterapia, aveva chiesto di condividere il suo appello, poi visto da quasi 7 milioni di persone. Un video tanto virale che la Regione Lombardia le chiese di diventare testimonial contro il covid per invitare la gente a proteggersi, così da non intasare gli ospedali e garantire - proprio come da lei richiesto - le cure ai malati oncologici. Il 28 maggio scorso le era stato consegnato dalla Regione il riconoscimento 'Rosa Camunà e oggi il presidente Attilio Fontana l’ha voluta ricordare con queste parole: «Non dimenticheremo mai il suo sorriso, l’energia di una ventisettenne caparbia e determinata. Lo sguardo deciso e solare con cui, camminando sul belvedere di Palazzo Lombardia, invitava tutti a combattere contro il virus». 

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L’annuncio della sua morte è stato dato proprio sul suo profilo Instagram: «Oggi la leonessa ha perso la sua battaglia, ora la sua bussola la porterà a caccia di nuovi tramonti, quelli che ha sempre sognato, sempre con il sorriso sulle labbra che nessuno potrà mai spegnere». «Da oggi chiunque guarderà un tramonto - si legge ancora nel post, con centinaia di messaggio di cordoglio - si ricorderà della leonessa Martina». 


Lei, lo scorso luglio, aveva ammesso di sentirsi stanca di lottare contro quell'ospite indesiderato del suo corpo, «stanca di essere forte, stanca di sopportare i dolori e i malesseri, stanca di essere chiamata leonessa, stanca... semplicemente stanca». Aveva però appena iniziato un nuovo percorso di cure sperimentali, «con la voglia di riprendermi la vita e la mia autonomia. Tanto lo sappiamo tutti - concludeva - che vinco io no?!». Perché lei, Martina, non mollava proprio mai e con il suo esempio, basta leggere le centinaia di commenti sotto i suoi post, ha aiutato tante persone meno forti di lei nell’affrontare il male e le cure. «Si va avanti tenendo duro perché mollare non è tra le opzioni!» scriveva dopo l’ennesima seduta di chemioterapia, lo scorso dicembre. E poi ci sono stati il mare, i viaggi a Fuerteventura, sola su un van, i tanti sorrisi, il vivere «al massimo ogni giorno», senza considerarsi una supereroina, come la chiamavano, ma semplicemente una giovane donna che aveva scelto di essere «il supereroe di me stessa perché sono l’unica persona in grado di salvarmi». Il suo esempio - fatto anche di gesti concreti, che non sbandierava, come aiutare a raccogliere fondi per altri malati - manca già a tanti: «Buon viaggio Martina e grazie per la tua battaglia. La tua luce non si spegnerà» scrive la conduttrice Caterina Balivo. "Martina non c'è più, ma restano intatte, indelebili, le impronte che si è lasciata alle spalle, le parole che ci ha lasciato» aggiunge il coreografo Luca Tommassini, e sono tantissime altre le persone, malate e non, a darle oggi l’ultimo saluto, e ringraziamento, per quell'esempio dato sempre con il sorriso.
 

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