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Italia

Marina Berlusconi su ipotesi del padre al Quirinale: «Giustizialisti già pronti a sparare gas tossici»

La figlia di Silvio Berlusconi, in un'intervista al Corriere della Sera, precisa che il padre non si è candidato per quel ruolo

Di Redazione

L’Italia di oggi «mi pare diversa. È come se stessimo provando a mostrare quello di cui siamo capaci e quello che potremmo essere: sembriamo un Paese più responsabile, più maturo. In concreto, erano almeno 60 anni che il nostro Pil non cresceva oltre il 6 per cento, anche se il tema inflazione ora non va sottovalutato». Lo dice in un’intervista al Corriere della Sera Marina Berlusconi, presidente di Mondadori e Fininvest, che parla anche della possibile candidatura al Quirinale di Silvio Berlusconi: «Mio padre non ha mai avanzato la sua candidatura, e quindi stiamo ai dati di fatto - sottolinea -. Io so soltanto che è bastata l'ipotesi, l’ipotesi, di una sua candidatura perché, come il riflesso condizionato del cane di Pavlov, le truppe giustizialiste ricominciassero a spargere gas tossici». 

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Comunque, Marina Berlusconi pensa che «un numero crescente di italiani si renda conto di come queste presunte inchieste siano nate solo per schizzare fango». Tra i temi anche il Ruby ter: "Quello è un processo che sfugge davvero ad ogni logica. La realtà è che mio padre non solo andrebbe assolto, ma meriterebbe un risarcimento morale pressoché incalcolabile per le ingiustizie subite. E invece certi pubblici ministeri e certe testate continuano imperterriti a concepirsi come 'giustizierì, votati all’annientamento, per furore ideologico o semplicemente per calcolo, del 'nemicò. Che si chiama Silvio Berlusconi». La presidente di Fininvest e Mondadori si sofferma anche sulla gestione della pandemia ("Siamo tra i primissimi al mondo per le vaccinazioni anti-Covid, e spero affronteremo con lo stesso spirito la nuova ondata in arrivo") e su Mario Draghi: «Ha restituito il giusto peso a valori come serietà, autorevolezza, europeismo. Con lui ci siamo liberati di molti apprendisti stregoni e siamo tornati all’etica della competenza. Draghi ha avuto un ruolo fondamentale nella creazione del clima nuovo che mi pare di avvertire, e che va al di là del suo stesso lavoro». 
 

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