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Morto a Orvieto Achille Perilli, fu tra maestri dell'astrattismo italiano del '900

Aveva 94 anni ed era nato a Roma. Il ricordo commosso di Vittorio Sgarbi: «Un'intelligenza lucida e geometrica»

Di Redazione

E' morto a Orvieto, a 94 anni  all'ospedale Santa Maria della Stella, il pittore Achille  Perilli, considerato tra i maestri dell'astrattismo italiano  del Novecento. Era nato a Roma il 28 gennaio 1927. Con Piero  Dorazio, Giovanni Guerrini, Renzo Vespignani e altri era stato  tra i fondatori de Gruppo Arte Sociale (Gas). Nel 1947 aveva  partecipato alla redazione del manifesto Forma 1 per la difesa  dell'arte astratta. A Perilli sono state dedicate numerose  mostre personali e retrospettive in Italia e all'estero. La  Biennale di Venezia nel '69 riservò alle sue opere,  rivelando un cromatismo vivace e brillante una sala. 

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Vittorio Sgarbi ricorda «commosso, stupido e addolorato, l'artista Achille Perilli». "È il primo artista contemporaneo - ricorda Sgarbi- su cui, iniziando la mia attività di critico, ho scritto». Perilli aveva - commenta Sgarbi - una intelligenza lucida e geometrica». Sgarbi, da presidente del Mart di Rovereto, aveva voluto, con Lorenzo Zichichi, una mostra di Perilli in dialogo con Piero Guccione, proprio nel museo trentino, la cui inaugurazione il 20 ottobre sarà dunque sfortunatamente postuma. "I due artisti hanno temperamenti opposti - dice Sgarbi - ma pari tensione creativa. Ciò che appare incredibile è che la mostra, già pronta, che tristemente celebrerà il maestro, inaugura il 20 ottobre. In questa coincidenza, mista di dolore e onore - conclude Sgarbi - c'è' il mistero della vita e della morte, che soltanto l'arte risolve. Entrambi gli artisti sono davanti a noi, con le loro opere, in tensione, vivi». 
 

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