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Omicidio di Carol Maltesi, la confessione choc di Davide Fontana: «Si muoveva e continuavo a colpirla»

Di Andrea Cittadini

Resta in carcere per gravi indizi di colpevolezza. Tanti aspetti ancora sono da chiarire, ma la confessione di Davide Fontana non ha lasciato spazio a scelte diverse al gip di Brescia Angela Corvi, che ha convalidato il fermo del 43enne dipendente di banca nel Milanese che ha ammazzato e fatto a pezzi la 26enne Carol Maltesi, sua vicina di casa a Rescaldina (Varese) e anche ex compagna. 

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Nel carcere Canton Mombello questa mattina è durato circa mezz'ora l’interrogatorio di convalida dell’uomo accusato di omicidio volontario, distruzione di cadavere e occultamento. «Con la confessione è uscito da un incubo che stava vivendo da due mesi», ha detto il suo legale Stefano Paloschi. Fontana ha raccontato con una confessione choc agli inquirenti di aver colpito la donna con un martello durante un gioco erotico: «Non so che cosa sia successo. Lei si muoveva con la testa ed io continuavo a colpirla ma non so bene dove, perché aveva il sacchetto in testa. A questo punto, resomi conto di cosa avevo fatto, le ho tolto il cappuccio e credo che fosse morta. Mi son reso conto di averle procurato molte ferite dalle quali perdeva molto sangue». 

«Credo che fosse già morta ma, non sapendo che altro fare, le ho tagliato la gola con un coltello da cucina a lama liscia che poi ho buttato in un cestino dell’immondizia a Rescaldina. Mi è sembrato che fosse un atto di pietà, vedevo che stava soffrendo e ho concluso le sue pene tagliandole la gola», sono le parole usate dall’uomo nel lungo interrogatorio di lunedì notte che si è concluso con il fermo disposto dal pm Lorena Ghibaudo e confermato dal gip che si è poi dichiarata incompetente territorialmente e ha disposto la trasmissione degli atti alla Procura di Busto Arsizio. La tesi del gioco erotico, tuttavia, non è al momento ritenuta credibile da chi indaga. 

 

 

Nei prossimi giorni gli inquirenti entreranno nelle case della vittima e del suo assassino per i primi accertamenti, così come inizieranno ad analizzare i cellulari sequestrati. Fontana ai carabinieri di Brescia ha anche aggiunto che dopo aver fatto a pezzi Carol Maltesi ha cercato di dare fuoco ai resti. «Ho prenotato un appartamento su Air B&B sito a Vararo, non ricordo il nome. Era una casa singola in collina, isolata. La prima volta ho pernottato due giorni per rendermi conto della logistica. Ho poi successivamente prenotato ancora una volta la medesima abitazione e, in questa occasione, ho portato con me i sacchi contenenti il corpo. Nella zona barbecue di questa abitazione ho provato ad appiccare il fuoco ai pezzi del cadavere, utilizzando alcol e benzina, ma mi son reso conto che non era fattibile. Ho quindi recuperato i pezzi e li ho riportati a casa di Carol mettendoli nel freezer» ha spiegato l'impiegato di banca ora in carcere. 

Il congelatore lo aveva comprato apposta e lo aveva installato a casa della donna con la quale aveva avuto una relazione che - ha spiegato Davide Fontana - era finita dopo un viaggio a Viterbo per girare le scene del primo film a luci rosse registrato dalla ragazza. 

«Voglio ricordare mia figlia come la conoscevo io, di quello che dicono gli altri non mi interessa», ha detto la madre di Carol Maltesi, che sta valutando eventuali azioni legali nei confronti del comico Pietro Diomede, autore di un tweet che gli è costato l’apparizione a Zelig e da cui il programma di Mediaset si è completamente dissociato. 

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